Alla fine il Coronavirus ha infettato anche lo humour inglese. Ieri il principe William, in visita con la moglie a Dublino, si è lasciato sfuggire una battuta infelice con alcuni lavoratori: “Io e Kate siamo venuti qui per diffondere il Coronavirus!”. Il principe ha poi proseguito: “Lo stiamo tenendo d’occhio, quindi diteci se dobbiamo smettere”. È calato il gelo. Ma i reali inglesi sono solo gli ultimi della lista a essere caduti nella trappola dell’ironia da Coronavirus. Basti pensare al video dell’emittente francese Canal+, poi rimosso, in cui un pizzaiolo italiano sforna una pizza al gusto Coronavirus.

Un video che aveva scatenato la reazione del mondo politico e che aveva fatto partire una class action da Napoli, con tanto di richiesta di scuse e danni. Certo, noi italiani non siamo santi e puri e anche nel nostro Paese le battute si sprecano. Se i meridionali, un tempo definiti colerosi, vedono nel numero alto di contagi al Nord un contrappasso dopo anni di soprusi, gli ultras del Brescia rispondono al grido di “napoletano Coronavirus”. Anche Napoli ci mette il suo. È di questi giorni l’invenzione della mascherina con la raccomandazione divina, oppure il corno “anti Covid-19” fresco di bottega a San Gregorio Armeno. Una risata ci seppellirà tutti.