Nella giornata di ieri scioperi e assemblee all’interno di tutto il gruppo Whirlpool. Il 31 ottobre l’azienda americana abbandonerà lo stabilimento di Napoli. L’annuncio è bastato per far scattare l’immediata la reazione dei 450 operai del sito partenopeo. In città si è subito sollevata la protesta: in una nota la Fiom-Cgil nazionale ha varato un “pacchetto” di 24 ore di sciopero che sarà seguito da altre iniziative.

«Con la chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli – spiega Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil – si sta di fatto disimpegnando dall’Italia per andare a produrre altrove. A marzo scadono gli ammortizzatori sociali, attualmente utilizzati in tutti gli stabilimenti del gruppo, e l’azienda in assenza del raggiungimento dei volumi produttivi previsti nell’accordo quadro sarà costretta a chiederne altri.

Nelle prossime settimane arriveremo a una grande manifestazione nazionale per dire che la vertenza della Whirlpool di Napoli è emblematica di un problema più generale che riguarda il sistema industriale di tutto il Paese. Le multinazionali non possono prendere i nostri marchi e poi stracciare gli accordi consegnandoci alla desertificazione industriale».