Chiuso da 12 anni, parco Falcone e Borsellino occupato da ultrà: “Lo ripuliamo, poi tocca al Comune”

Napoli, periferia occidentale.
Loro sono i ragazzi del gruppo ultrà ‘80126’. Si sono uniti lo scorso settembre per seguire le partite di calcio della squadra del loro quartiere, il Pianura (militante nel campionato di Promozione). Col passare dei mesi hanno poi dato vita a diverse iniziative sociali, iniziando a ripulire un piccolo parchetto che collega via Vecchia con via Comunale Napoli. Poi durante il periodo natalizio, grazie a una colletta, hanno donato giocattoli ai bimbi in ospedale. Da una decina di giorni hanno invece deciso di occupare il parco intitolato alla memoria di Falcone e Borsellino, chiuso da ben 12 anni. Nonostante lo stanziamento dei fondi e le promesse istituzionali di rito, l’area verde, che si trova nel centro del quartiere pianurese, è diventata nel tempo una vera e propria discarica a cielo aperto, privando i cittadini, soprattutto quelli che vivono nella zona delle case popolari di via Evangelista Torricelli, di uno spazio da utilizzare. Grazie alla mobilitazione dei ragazzi ‘80126’, guidati da Antonio (affiancato nel corso dell’intervista da Alessandro), il parco Falcone e Borsellino sta cambiando aspetto. Tra loro c’è chi percepisce il reddito di cittadinanza e dà una mano, chi la mattina va a scuola e il pomeriggio pulisce il parco, chi dopo un passato difficile ha deciso di rimettersi in gioco e fare qualcosa di concreto per il quartiere dove vive. La loro speranza è quella di veder scendere finalmente le istituzioni in campo per ‘garantire un servizio agli abitanti di Pianura’. (Ciro Cuozzo)