Anno giudiziario, la protesta degli avvocati napoletani: “Non c’è nulla da inaugurare”

“Le ragioni della protesta dell’avvocatura si fondano sull’impossibilità di tollerare interventi normativi la cui ratio legis è fondata unicamente sulla politica consenso, in violazione dei principi e diritti fondamentali” spiegano i penalisti Carmine Foresta, Armando Rossi, Alfredo Sorge e Giacomo Iacomino a margine dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario andata in scena sabato mattina, 1 febbraio, nella Sala dei Baroni all’interno del Maschio Angioino a Napoli.

“Pertanto, come Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, abbiamo invitato il Governo, durante l’intervento del suo rappresentante, a rispettare la Costituzione nell’esercizio delle sue funzioni e, successivamente, abbiamo abbandonato la sala come segno di protesta”.

“Una protesta – concludono – che rivendica la tutela dei diritti dei cittadini e che vuole contrastare gli abomini normativi degli ultimi tempi, cosi come rappresentato nel corso del suo intervento dal Presidente Antonio Tafuri”.