Il passamontagna, la cartina geografica utilizzata come un fucile, insulti sessisti («puta») rivolti a una professoressa e infine la scuola che va in fiamme. Sono soltanto alcuni degli ingredienti del videoclip musicale girato all’interno dell’Istituto Scolastico Aldo Moro di Marcianise, nel casertano, da due giovani trapper che sta facendo molto discutere. E che è diventato un caso tanto da far arrivare gli ispettori ministeriali. Il video era stato caricato sulla piattaforma online Youtube l’8 gennaio 2020. E nel frattempo ha raccolto oltre 55mila visualizzazioni.

A scandalizzare è stato l’uso della classe come palcoscenico e come luogo di una performance che richiama alcuni degli stereotipi meno felici del gangsta rap e della trap, genere attualmente in voga soprattutto tra gli adolescenti. E quindi c’è la droga («quattro grammi nella busta»), la «grana», espressioni sessiste e una scuola che alla fine «si brucia». Anche visivamente, con effetti di bassa qualità. Il brano, intitolato Scuola e realizzato dai due trapper Bomberup e Joka, ha sollevato l’indignazione e lo sconcerto dei docenti e dei genitori degli alunni dell’Istituto che si trova nel quartiere San Giuliano. Proprio gli insegnanti hanno fatto esplodere le polemiche. Il quotidiano Mattino ha anche interpellato il preside della scuola, Pietro Bizzarro, che ha confermato come avesse dato il via libera alla realizzazione della clip. «Mi è stata presentata come una clip musicale sul disagio giovanile, una critica al sistema scolastico così improntato.

Qui viviamo in un contesto difficile e mi hanno convinto. E poi il discorso iniziale dei due artisti era improntato sul disagio. Noi come scuola lo affrontiamo ogni giorno. Certo, la rivalutazione della professionalità dei docenti è un discorso serio, non è materia musicale», ha detto il preside a Il Mattino precisando di non aver mai visto il contenuto del video. «Non pensavo che scatenasse tutte queste polemiche. Il messaggio è che se si continua in questo modo, la scuola può bruciare». E di conseguenza, recita il testo della traccia, «questa vita non mi piace più, scendo in piazza e faccio spaccio».