Manco il tempo di vedere le macerie, che più e chi meno si è annesso il merito dell’abbattimento della Vele Verde di Scampia. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha lamentato: «Nessuno ricorderà come è stato finanziato questo intervento (Piano Periferie 2016), ma poco importa». Nel 2016 il premier era lui, Renzi. «Abbiamo cooperato bene con più Governi – ha detto invece il sindaco di Napoli de Magistris – mi sento di ricordare il Governo Gentiloni con l’ex ministro De Vincenti, l’ex ministro Lezzi e l’attuale ministro Provenzano e l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini». Con de Magistris si è congratulata la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Mentre Mara Carfagna (Forza Italia) ha rivendicato una vittoria della città e non dell’amministrazione che «ne promette l’abbattimento da tempo immemore […] nei primi mesi del 2017 ha detto che l’abbattimento della prima Vela sarebbe arrivato all’inizio dell’estate di quell’anno». E invece di anni ne sono passati quasi tre. Dodici dal completo abbattimento della prima Vela, la F. Sindaco allora era Bassolino, che ieri pure ha esultato. A sentire i racconti di chi in quelle palazzine ci ha vissuto, invece, si viene a sapere come le Vele non fossero solo Gomorra. E di come quegli esempi di architettura moderna siano stati innanzitutto abbandonati al degrado. Un primo gesto, davvero simbolico, sarebbe aprire la facoltà di Medicina prevista nel lotto L. Scampia aspetta.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.