Il giorno dopo la bocciatura del salva-Napoli da parte della Consulta un pezzo del Partito democratico, quello della segreteria cittadina, tace mentre ce n’è un altro, quello che siede in Senato, che al sindaco chiede le dimissioni. «De Magistris dovrebbe fare un passo indietro e liberare la città da questa cattiva gestione». A parlare è Valeria Valente, la senatrice dem che nel 2016 sfidò l’attuale sindaco per la poltrona di Palazzo San Giacomo. «Dovremmo aspettarci – dice – un gesto di responsabilità con il quale ammetta di non essere stato in grado di governare».
Le parole della ex capogruppo Pd al Consiglio comunale arrivano mentre il sindaco rassicura sulla tenuta dell’amministrazione, «do una brutta notizia a chi in modo frettoloso ha gioito sulla fine del Comune: non c’è nessun pericolo», e si dice certo che da Roma arriverà un intervento normativo a ristabilire la situazione. Ma non tutti sembrano d’accordo. «Da senatrice della mia città – dice Valente – ho sempre detto sì a tutti gli aiuti possibili per Napoli. Ma non ora. Non si può concedere un’altra possibilità, e quindi altre risorse economiche, a questo sindaco che ha dimostrato di sciupare tutte quelle avute».

La senatrice risponde anche a chi scommette che la sopravvivenza del sindaco questa volta possa essere agevolata dall’accordo con il suo partito. «De Magistris ha ricevuto aiuto anche quando a Palazzo Chigi sedeva Renzi e tra i due, è noto, non scorreva buon sangue. Il sostegno è arrivato perché Napoli è un grande Comune e il governo ha sempre fatto prevalere il senso di responsabilità». Ma, avvisa, «questa volta agire con responsabilità significa non dare nuove occasioni a de Magistris di sprecare risorse dei contribuenti».  Eppure, se il sindaco davvero dovesse dimettersi, e non lo farà, il Pd si troverebbe nell’imbarazzo di decidere se trasportare l’alleanza delle suppletive anche in Comune. E non è detto che non accadrà nel 2021.

«Lavorerò perché questo non si verifichi. De Magistris ha dato prova di non avere una cultura politica riformista e di sinistra. Anzi, ha portato avanti una visione populista e demagogica. Non credo che un’alleanza con DeMa sia un vantaggio, sia in termini di cultura politica che in termini elettorali. Ne avremmo soltanto da perdere». Un ragionamento, però, che alle suppletive spera faccia eccezione. «Nonostante abbia sollevato più di una perplessità, Ruotolo non ci penalizzerà. Sarà uno scontro elettorale legato alla persona e, oggettivamente, la sua candidatura è la migliore in campo». Ciononostante, la senatrice Pd, guarda con interesse al dibattitto sollevato dagli editorialisti de Il Riformista, Paolo Macry e Biagio de Giovanni, sulla candidatura di Sandro Ruotolo. «La loro riflessione merita rispetto, non solo per il valore di chi l’ha promossa, ma anche per la ragionevolezza delle tesi, che richiedono attenzione. E la risposta di alcuni dei nuovi dirigenti del Pd non è riuscita ad essere all’altezza».