L’avventura del Riformista è sfida di contenuti e di forme. Nasce e si proietta nella complicazione dei linguaggi e anche nella moltiplicazione delle piattaforme, dei “luoghi”, in cui si può narrare il vero e l’immaginario. Non a caso viviamo nell’epoca della disaffezione ai giornali e delle fake-news che – ad arte o per ignoranza – vengono diffuse e spesso costruite con la rielaborazione delle immagini, della realtà, della storia e della cronaca.

Il Riformista – a maggior ragione, dunque – vuole rilanciare la serietà dei contenuti, del linguaggio, ma anche la suggestione della realtà. La quale – come insegnano i grandi narratori – è più romanzata e romanzesca di qualunque invenzione letteraria.

C’è perciò un margine di evoluzione importante del linguaggio della cronaca e dell’approfondimento. Quello che mantiene un rigoroso discrimine tra invenzione e immaginazione. Ma che a quest’ultima chiede supporto per spiegare meglio, raccontare meglio, interpretare meglio persone, luoghi, momenti e vicende che possano interessare i lettori.

Ecco perché nasce il fotoromanzo, ed ecco perché, nell’edizione napoletana del Riformista, esso è utilizzato per raccontare i campioni e le storie del Napoli, la squadra del cuore della città e dei napoletani nel mondo. Il luogo dell’anima, che di volta in volta si trasforma in tifo, passione, nostalgia, ma soprattutto legame tra le generazioni di tifosi e non, di appassionati e di non appassionati. Perché anche il non-tifoso del Napoli, quando è il momento, chiede al figlio, al padre, all’amico: “…che cosa sta facendo il Napoli?”… “Com’è andata oggi al San Paolo?”.

Ecco perché questo fotoromanzo si intitola “Un posto al San Paolo”, perché ogni lettore ci si possa ritrovare, come se stesse sulle gradinate di una Curva, tra i Distinti contro il sole che tramonta e che quasi non lascia vedere il campo, o in Tribuna d’onore. E sempre a sognare grandi avventure internazionali.

Il fotoromanzo del “Posto al San Paolo” racconterà, in una cronologia rabdomantica, i grandi eroi del calcio-Napoli: dagli albori ad oggi, dai pionieri del bianco e nero prima che ci fosse la televisione, agli eroi contemporanei che elargiscono tutto di sé nei profili social, nelle immagini in streaming, nel racconto pubblico costante della loro vita privata.
Il Riformista cercherà con il fotoromanzo – e dunque con un linguaggio che è “istantaneo” per definizione tecnica – di fermare il tempo e di riproporlo allo stesso tempo. Vinicio o i fratelli Cannavaro, il mito di Sallustro o quello di Hamsik, le gioie e i dolori di Juliano, Sivori, Altafini o Higuain, terranno banco in una sintesi elaborata con fedeltà storica, ma anche con immaginazione (eccola che riappare, fresca e vitale!) per tratteggiare a beneficio dei lettori, personaggi, momenti, situazioni… Frammento di storia, privata e collettiva allo stesso tempo, come solo quella degli eroi pubblici può essere.

Un’avventura a metà tra la nostalgia delle figurine Panini, l’eco della voce di Ameri e Ciotti in “Tutto il calcio minuto per minuto”, e l’esplosione di informazioni che oggi accompagna anche il più piccolo gesto del campione di turno.

Ricordando però una cosa fondamentale e certa: ogni storia di queste, sarà solo un tassello della storia del Napoli, la grande casa che ogni buon napoletano – e anche ogni buon meridionale e ogni buon cittadino del mondo che ami la passione e i colori – si porta dentro ovunque sia e vada.

Perché- diciamolo finalmente – si può anche essere tifosi della Juve o del Milan o dell’Inter, o vedete voi – ma se una persona vuol essere viva, e capire che cosa è il tifo, e che cosa la passione e che cosa l’allegria senza fine di una vittoria e l’ipocondria inconsolabile di una sconfitta, deve fare – anche solo per un giorno – il tifoso del Napoli. E andare al San Paolo. O leggere “Un posto al San Paolo”, il fotoromanzo del Riformista.