Sono affette da tumore al seno, ma hanno già completato la chemioterapia e a breve saranno tra le prime donne in Italia a effettuare la terapia biologica antitumorale sottocutanea nel salotto di casa. Rita Maria, 55enne di Marano, e Marisa, 59enne di San Giuseppe Vesuviano, sono state selezionate insieme ad altre cento pazienti di sesso femminile per un progetto realizzato dall’Istituto nazionale tumori Pascale (Irccs) in collaborazione con la Roche e destinato a rivoluzionare i percorsi della cura oncologica.
Si chiama “Herhome” ed è finalizzato a rendere più confortevole la terapia biologica antitumorale alle donne già costrette ad affrontare un momento difficile e senza stravolgere la vita familiare. Il programma è destinato alle pazienti con carcinoma mammario Her2 positivo sottoposte a trattamento con trastuzumab in formulazione sottocutanea e che rispondono a una serie di parametri clinici che consentono la somministrazione di quel farmaco in sicurezza. L’oncologo propone il programma alle pazienti e, se queste sono interessate, possono conoscere il medico che le seguirà a domicilio per poi decidere se formalizzare o meno l’adesione che resta volontaria, gratuita e revocabile in qualsiasi momento. “Si tratta di un programma senza pensieri – spiegano i promotori – non solo perché gratuito e perché gli appuntamenti sono programmati e di facile gestione, ma anche perché il farmaco e il necessario per la somministrazione sono portati dal medico al domicilio della paziente così come i rifiuti speciali sono gratuitamente smaltiti da una società specializzata”.
In questo modo il Pascale e la Roche puntano a garantire alle pazienti percorsi assistenziali ed esperienze di cura più confortevoli, pur mantenendo alta l’attenzione alla qualità e alla sicurezza. Non solo: le adesioni al programma “Herhome” dovrebbero favorire il decongestionamento del day hospital dell’Istituto napoletano, con ulteriori vantaggi per le donne malate di cancro al seno. Il progetto sarà operativo a fine febbraio. “Con questo Programma Herhome – aggiunge il direttore scientifico del Pascale, Gerardo Bottisiamo anche un esempio di come sia possibile rivoluzionare l’approccio alla terapia rendendolo a misura di donna. Ma siamo anche la prova che una collaborazione trasparente e costruttiva tra pubblico e privato aiuta a realizzare progetti altrimenti destinati a rimanere un sogno nel cassetto”. Il programma per le donne è stato realizzato in memoria di Stefania Pisani che, con l’Associazione ‘Noi ci siamo’, si è sempre battuta affinché il percorso di cura fosse più ‘a misura di donna’: un sogno condiviso con il Pascale e, in particolare, col direttore del dipartimento di Oncologia mammaria Michelino de Laurentiis.