Gentile Riformista,
ho notato che da alcuni anni i casi di tumore tra miei conoscenti e amici, tutti residenti a Napoli, soprattutto sulla cinquantina, stanno aumentando in via esponenziale. Circostanza, questa, che preoccupa non poco. Nelle donne l’organo più colpito da questa patologia sembra il seno, mentre tra gli uomini gli organi più coinvolti sono quelli collegati all’apparato digerente, cioè stomaco, colon e così via. Poiché i giornali e le televisioni non evidenziano queste circostanze, pur non essendo un medico ho dato un’occhiata ai dati ufficiali e riscontrato, al contrario, che sul sito del Ministero della Salute è pubblicata la notizia secondo cui “i nuovi casi di tumore, in Italia, tenderebbero a diminuire.

Nel 2019 sarebbero state stimate 371mila diagnosi (196mila uomini e 175mila donne), erano 373mila nel 2018: 2mila in meno in 12 mesi”. Tutto normale? Mi sono concentrato sui dati regionali e ho scoperto il volume “I numeri del cancro in Italia 2019”, nato dalla collaborazione tra l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e l’Associazione italiana registro tumori (Airtum), alle quali si sono aggiunte la Fondazione Aiom, il Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) e il Siapec-Iap. Il volume offre una serie di dati sulla diffusione dei tumori in Italia e, per quanto concerne la Campania, sembrerebbe che la nostra sia la regione d’Italia col più alto tasso di incidenza di tumore ai polmoni: 112 casi ogni 100mila abitanti. Quindi i dati ufficiali evidenziano inequivocabilmente che, come minimo, nella nostra regione vi è un problema di inquinamento atmosferico, in quanto non credo che in Campania si fumi più che in altre regioni.

Non è un segreto, infatti, che dai recenti dati pubblicati dall’Arpac a Napoli per quanto riguarda la qualità dell’aria, il capoluogo campano risulta aver sforato per ben 25 volte i limiti previsti per le polveri sottili presenti nell’aria. A questo aggiungiamo che, in città, i pochi alberi risultano pericolanti e vengono spesso abbattuti, così come l’unico parco cittadino ben tenuto è quello di Capodimonte. Poco se si considera che la popolazione è di circa un milione di abitanti. Il problema è solo connesso con l’inquinamento? È quindi fisiologico ammalarsi così giovani? Serve una seria riflessione su una tematica così delicata.