Non è dimostrato da nessuna parte che ci siano delle positività collegate all’assembramento nei mezzi di trasporto, dove per fortuna tutti hanno la mascherina e, se c’è un caso sporadico di qualche imbecille che non la mette, si provvede in maniera anche dura”. Così Umberto De Gregorio, presidente dell’Eav, holding dei trasporti della Regione Campania che gestisce le linee Circumvesuviana, MetroCampania Nordest e Sepsa (Cumana e Circumflegrea) oltra alla Funivia del Monte Faito. Commentando all’Adnkronos le immagini degli assembramenti nei mezzi pubblici di tutta Italia, De Gregorio spiega: “Si dice che c’è l’affollamento e che non viene rispettato il distanziamento di un metro, ma questo è previsto dalle norme attuali. Quando a livello governativo è stato deciso di riempire i mezzi all’80%, questo significa che i mezzi sono affollati e che c’è stata una deroga al principio del distanziamento. Per cui non capisco dov’è lo scandalo”. Due le strade da percorrere, secondo De Gregorio, qualora si voglia portare il limite di riempimento dei mezzi pubblici sotto l’80%: “Aumentare lo smart working e differenziare gli orari di ingresso negli uffici pubblici e privati, nei negozi e nelle scuole. Bisogna modificare la domanda di trasporto, perché l’offerta non è elastica: in Campania siamo già al massimo, non possiamo fare più corse perché già da prima del Covid abbiamo una situazione di deficit da questo punto di vista, un gap ventennale che stiamo cercando di recuperare. Chi dice di aumentare le corse perché c’è il Covid lo dice o perché in malafede o perché non capisce la situazione. L’offerta è al massimo: se si vuole tornare indietro e dire che i mezzi si devono riempire al 50% bisogna modificare la domanda, altrimenti si chiede alle aziende di trasporto di risolvere un’equazione impossibile”. Limitarsi a modificare la capienza massima senza intervenire sulla domanda di trasporto pubblico, conclude De Gregorio, “metterebbe a rischio non solo la mobilità dei cittadini, ma anche l’ordine pubblico nelle città.”