«In una delle ultime che ho preso ci ho trovato: un panettone, una porzione di lasagna, spiedini di carne con contorno di patate, una parigina, un panino al salmone e anche una frittata di pasta. Il tutto per meno di quattro euro». Per Maria aprire l’app di Too Good to Go quando esce da lavoro, la sera, è un’abitudine. «A volte non faccio in tempo e le box del mio supermercato preferito sono già tutte prenotate – ci racconta-. Ma ho la mia lista di fiducia che mi salva la cena in famiglia».

Too Good to Go è l’applicazione per smartphone che permette a commercianti e ristoratori di mettere in vendita a prezzi ridotti il cibo in scadenza o invenduto, che non può essere rivenduto il giorno successivo. Il cibo viene selezionato e confezionato nelle magic box, delle “bag” con una selezione sempre a sorpresa. Ciascun commerciante ha la possibilità di indicare ogni giorno la quantità di box disponibili a seconda di quanto invenduto, o cibo in scadenza, prevede di avere a fine giornata. Gli utenti, poi, possono geolocalizzarsi, cercare i locali aderenti e acquistare cibo fresco a prezzi minimi, tra i 2 e i 6 euro, a fronte di un valore di almeno cinque volte più alto. Dopo aver ritirato e aperto la box, possono recensirla, fornendo così ad altri utenti un feedback utile per il prossimo acquisto. «Una sola volta ho dato una recensione negativa – ci spiega Maria -. Trovai nella box due chili e mezzo di yoghurt che scadeva il giorno dopo».

L’app, nata in Danimarca nel 2015 con l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare e creare una filiera sostenibile e redditizia, è sbarcata a Napoli ad ottobre, raccogliendo, da subito, l’adesione di tanti locali storici: dalla pizzeria Concettina ai Tre Santi di Ciro Oliva alla pasticceria Scaturchio, passando per Eccellenze Campane e per la pizza fritta gourmet di Isabella De Cham alla Sanità. Ma ci sono anche tanti supermercati. «A partire dal lancio, quando avevano aderito circa 90 stores, c’è stato un forte incremento: riceviamo quotidianamente richieste da nuovi locali che vogliono aderire al circuito» ci spiega Pierluigi Simmini, responsabile commerciale di Too Good to Go. Ad oggi i locali attivi sono 163, e non solo in città. L’app di food sharing è attiva anche in provincia: da Monte di Procida, Marano di Napoli, Caivano, Frattamaggiore, Cardito, Frattaminore, Casoria, Casavatore, San Giorgio a Cremano, Portici, Pompei, Castellamare di Stabia e Torre del Greco. «I negozi già attivi – continua Simmini – ci dicono di essere soddisfatti: riescono a vendere, in modo semplice e senza perdere troppo tempo, le loro rimanenze e hanno un buon riscontro dai clienti con cui possono avere un contatto diretto».

Gli stessi utenti, spiegano dal quartier generale dell’app, sono in forte crescita: «Abbiamo ricevuto dei feedback positivi sulla loro esperienza ed apprezzano molto l’idea di ricevere una magic box “a sorpresa” e non sapere cosa troveranno all’interno». E proprio il fattore sorpresa sembra essere uno dei principali punti di forza dell’applicazione attiva in 20 città italiane e che conta, in tutto il mondo, 19 milioni di utenti. «Mi sono ritrovato a provare piatti e cibi che mai avrei scelto tra gli scaffali o nel menù – conclude Maria – Mi è capitato di tornare in un ristorante per riprendere quel piatto che mi era piaciuto. Credo possa essere anche una bella forma di marketing per i locali: sostenibile e innovativa».