Alle suppletive votano sempre in pochi, si sa. Eppure una differenza esiste se a una settimana di distanza, in due diverse elezioni, l’affluenza è raddoppiata pur restando a livelli molto bassi. Una distanza, insomma, c’è tra il 9% di affluenza raggiunto a Napoli e il quasi 18% del collegio Roma 1 nella Capitale. In entrambi i risultati avrà avuto certamente peso la paura di incrociare un elettore che tossisce e di toccare la sua stessa matita ma non spiega tutto, perché se a Roma si è andati vicino alla media delle suppletive, intorno al 20%, a Napoli si è scivolati pericolosamente sotto, segno che in quel 91% di astenuti ha pesato non solo lo scarso senso civico della città ma anche una fetta di dissenso motivato.

Motivato da un’alleanza la cui identità, e anche finalità, non appare molto chiara. Ma non solo. Un certo discrimine, si diceva, va registrato anche tra le percentuali raccolte dai vincitori: Sandro Ruotolo a Napoli e Roberto Gualtieri a Roma. Il primo ha guadagnato uno scranno in Senato grazie al 48% dei consensi, il secondo ha conquistato il seggio a Montecitorio che fu di Paolo Gentiloni, oggi a Bruxelles, volando oltre il 62%. E dire che Ruotolo, giornalista, volto tv, espressione dell’impegno civico è certamente più noto di Gualtieri che, anche se ministro, fino a qualche mese fa viveva serenamente la sua vita politica a Bruxelles, da europarlamentare. Sconosciuto, o quasi, all’elettore medio.