Si rinvia, non si gioca, si gioca. Non è uno scioglilingua ma l’altalenante andamento delle decisioni dei vertici del calcio relativamente alle imminenti gare, data l’emergenza Coronavirus.  In primo luogo la Coppa Italia, le cui semifinali di ritorno previste mercoledì e giovedì si giocheranno. Napoli-Inter giovedì, senza tifosi lombardi allo stadio San Paolo; Juventus-Milan si gioca mercoledì, probabilmente a porte aperte. Il Napoli aveva proposto di rinviare entrambe le semifinali di coppa a maggio, per consentire al campionato di non essere falsato e soprattutto per far disputare Juventus-Inter questo mercoledì. Saggio suggerimento che avrebbe potuto consentire di recuperare quanto prima alcune gare del campionato.

Una considerazione va fatta relativamente alla gara di coppa: il match sarebbe stato comunque negato ai tifosi interisti, anche senza emergenza sanitaria. Come avvenuto nella gara di andata per i sostenitori del Napoli residenti in Campania, in base alla decisione presa dalle Autorità di Pubblica Sicurezza. Ieri sera nel corso di una riunione straordinaria in conference call, i membri del consiglio di Lega serie A hanno dovuto vagliare una serie di ipotesi al fine di garantire continuità al campionato. C’è urgenza di decidere per evitare altre complicazioni derivate dalla mancanza di spazi dove poter inserire le gare da recuperare.  In Coppa Italia sono stati designati anche i giudici di gara: Gianluca Rocchi arbitrerà il ritorno della semifinale tra Juventus e Milan, mentre Daniele Doveri dirigerà Napoli-Inter giovedì alle 20.45. Misure normali in momento normale. Purtroppo però nessuna tra le decisioni che filtrano può definirsi logica.

Per il campionato di serie A infatti regna il caos in attesa dell’assemblea straordinaria spostata a Roma, data l’emergenza virus a Milano, nella giornata di mercoledì. Filtra l’ipotesi di far recuperare il prossimo weekend le partite rinviate e far slittare al 13 maggio tutta la 27ma giornata, la prossima. Sono sei le gare rinviate nella 26ma giornata. Si tratta di Sassuolo-Brescia, Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Sampdoria-Verona, Parma-Spal e lo scontro al vertice Juventus-Inter che ha fatto sollevare tante polemiche. Tra le ultime proposte quella di far giocare la supersfida lunedì 9 marzo. «Se questa è un’ipotesi che io appreso dai media – ha detto l’ ad dell’Inter Giuseppe Marotta a Radio anch’io lo sport – è già una ipotesi di buon senso».

Il calcio è un’industria che vorrebbe evitare la figuraccia internazionale di far giocare le partite a porte chiuse. Ma in questo momento l’emergenza sanitaria ha varcato i confini nazionali. La Uefa fa trapelare che non ci sarà alcun impatto sul prossimo campionato europeo organizzato in dodici nazioni, compresa l’Italia. Ma il numero uno della Fifa, Gianni Infantino ha detto che non si può escludere nulla: «Non dobbiamo lasciarci prendere dal panico. Personalmente non sono preoccupato. Speriamo di non andare incontro a una sospensione degli eventi su scala globale». Tornando in Italia ed alle decisioni da prendere, alle sei partite di serie A dell’ultima giornata, bisogna aggiungere le gare della giornata precedente, la 25ma. Verona-Cagliari e Torino-Parma si giocheranno l’11 marzo alle 15 e alle 18.30. Resta ancora da decidere in quali date far disputare le altre due gare. Atalanta- Sassuolo potrebbe essere recuperata il 18 marzo. Inter-Sampdoria, se l’Inter dovesse andare avanti in Europa League, si potrebbe recuperare il 21 maggio, diversamente ad aprile (8 o 29 le date disponibili). Di fatto, in questo momento, ben cinque squadre hanno due gare da giocare: Inter, Parma, Sampdoria, Sassuolo e Verona. Caos su caos.