Basta criticare la sinistra! Basta mettere in croce Sarracino! Basta prendersela con Migliore! Certe volte verrebbe da dire qualcosa del genere. E non perchè a Napoli il Partito Democratico, Liberi e Uguali, i renziani non ne abbiano combinate e non ne stiano combinando di tutti i colori. Non perché la sinistra non stia mettendo in scena una tristissima pièce di politica politicante, fra tavoli, tavolini, incontri carbonari, telefonate all’ultimo sangue. Però, diciamolo, cosa fa di diverso nel frattempo la destra? Come prepara quella che continua a ritenere la sua cavalcata trionfale verso palazzo Santa Lucia? Che immagine offre ai suoi estimatori?

La peggiore possibile. Si divide con furia autolesionistica. Si fa a pezzi con le proprie mani. Alterna i rancori personali e l’atarassia del (presunto) saggio. È diventata un’allegra combriccola di fratelli coltelli. Forza Italia contro Salvini e Fratelli d’Italia, Salvini contro Fratelli d’Italia e Forza Italia, Fratelli d’Italia contro Forza Italia e Salvini. E poi Carfagna contro Caldoro, Caldoro contro Carfagna, Martusciello contro Carfagna e Caldoro. Sembra uno scioglilingua. Una di quelle nenie che un tempo le mamme sussurravano ai piccoli per farli addormentare. Salvo che in questo caso saranno probabilmente gli elettori che alla fine si addormenteranno (non andando neppure a votare).

Ed ecco l’ultima chicca. Nel gran bailamme delle candidature a palazzo Santa Lucia, dalla Lega spunta il nome di Alessandro Pansa. Ammesso e non concesso che Pansa sia d’accordo, si tratta di un nome di altissimo profilo, poliziotto con le stellette, una carriera di prefetto (anche a Napoli), direttore della Criminalpol, capo della polizia, infine ai vertici dei servizi segreti. E subito, nel gioco dei veti incrociati tra Lega e FdI, il partito della Meloni alza le barricate, come ricorda Angelo Agrippa sul Corriere del Mezzogiorno. Ma c’è un problema, perchè dopotutto il curriculum di Pansa sembra fatto apposta per soddisfare il piglio securitario della destra.

E allora quale può essere l’argomento per smontarlo? Lo scova Edmondo Cirielli, deputato vicino alla presidentessa del partito. Nel 2014, rivanga Cirielli, Pansa diede del «cretino» a un carabiniere che, durante scontri di piazza, era stato immortalato mentre calpestava una manifestante e che poi venne assolto da un tribunale. «Invece di difendere il suo dipendente, lo offese senza ritegno», accusa oggi il deputato di FdI, lui stesso colonnello dei carabinieri in aspettativa.  Quel «cretino» è una macchia indelebile. «Ritengo perciò che la candidatura di Pansa sia improponibile», conclude. Ed è inutile insistere. Cirielli non dimentica. Del resto, si sa, di questi tempi i politici le parole le pesano con il bilancino.