Disastro ferroviario, lesioni e violazione delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Sono queste le ipotesi di reato sulle quali lavora la Procura per far luce sull’incidente di lunedì mattina nei pressi della stazione di Piscinola, avvenuto lungo i binari della Linea 1 della metropolitana, e nel quale sono rimasti coinvolti 3 treni. Sul fascicolo è a lavoro il sostituto procuratore Michele Caroppoli, della sesta sezione della Procura coordinata dall’aggiunto Simona Di Monte. Le indagini del team guidato dal procuratore Melillo, che al momento si concentrano sulle scatole nere a bordo dei vagoni, non si limiteranno al solo tratto compreso tra Piscinola e Chiaiano ma si allargheranno a tutta linea metropolitana.

Parallelamente anche il Ministero dei Trasporti si è mobilitato, attivando una task force che già nella mattinata di ieri che ha eseguito un sopralluogo sul luogo dello scontro. L’obiettivo è verificare come l’Anm, la società del Comune di Napoli che gestisce la linea ferroviaria, abbia gestito sull’intera tratta collaudi, manutenzione e sicurezza, sia dell’impianto che dei lavoratori. Resta quindi da capire se a provocare lo scontro nel quale sono rimaste ferite 13 persone sia stato un guasto tecnico o un errore umano.

Per chiarire l’accaduto gli stessi vertici dell’Anm potrebbero essere convocati nei prossimi giorni per essere ascoltati. Mentre il macchinista coinvolto nell’incidente, trasportato in codice rosso all’ospedale Cardarelli per un trauma toracico, è stato già interrogato. Intanto l’Azienda napoletana mobilità ha fatto sapere di aver partecipato, durante tutta la giornata di ieri, alle verifiche sul tratto ferroviario interessato. Verifiche dal cui esito dipende la riattivazione del servizio. La circolazione sulla linea, infatti, sarà limitata, anche nella giornata di oggi alla sola tratta Colli Aminei-Dante, Per sopperire alle carenze, l’Anm ha potenziato molte linee di bus, a copertura di alcune delle tratte interrotte.