E’ l’uomo che scalda il pubblico di Sanremo, che ha il compito di tenerlo vivo per tutta la serata. Flavio Massimo ha 32 anni e per il terzo anno di fila è uno degli animatori del Festival. Nato a Napoli, è cresciuto nel quartiere di Pianura e si è realizzato professionalmente a Roma dopo anni di gavetta nei villaggi turistici. E’ l’animatore dell’Ariston e gestisce i 500 ospiti che occupano la Galleria.

“Il ruolo del pubblico è fondamentale, sono il cuore pulsante del Festival” racconta al Riformista. “Prima che inizia la serata parlo sempre un po’ con loro, cerco di entrare in amicizia, di farmi volere bene. Dopo una prima chiacchierata subito capiscono che sono napoletano e il gioco è fatto perché iniziano a ridere a ogni mia battuta”.

Da Fiorello a Benigni passando per Achille Lauro, Flavio ha assistito a reazioni diverse da parte dei 500 spettatori che “gestisce”. “Rosario è un grande, quando c’è lui sul palco potrei anche andare via. Il pubblico riesce a gestirlo come vuole, l’applauso scatta quasi in automatico”. Discorso diverso invece per il look di Achille Lauro (“Ha spiazzato tutti, in tanti lo hanno paragonato a Renato Zero autentico protagonista delle vecchie edizioni”) e per il monologo di Roberto Benigni, dove ha dovuto lavorare un bel po’ per non far calare l’attenzione del pubblico e strappare l’applauso finale: “C’è chi non è abituato a performance del genere e si lascia, diciamo così, un po’ andare”.

Emozionante la performance di Tiziano Ferro con Massimo Ranieri: “Sarò anche di parte ma il pubblico è impazzito quando hanno cantato ‘Perdere l’amore’, così come hanno fatto con il ritorno dei Ricchi e Poveri”. Cristiano Rondalo era invece protetto dalla sicurezza anche durante la pubblicità e non è stato possibile avvicinarlo. Il siparietto più simpatico è quello della classifica finale: “Il pubblico dice ‘no’ a prescindere e Amadeus sorride divertito”.