Ammesso e non concesso che esista un Maradona, da solo non vince. Noi lavoriamo sulla squadra“. Matteo Salvini parla davanti alla platea piena del Teatro Augusteo. È l’occasione per il leader del Carroccio di fare il punto sulle prossime elezioni regionali, quelle che, stando ai patti con gli alleati di centrodestra, avrebbero dovuto vedere la corsa, ancora una volta di Stefano Caldoro, l’ex presidente della Regione Campania di Forza Italia. E invece la Lega da settimane si oppone pur senza sciogliere la riserva sul candidato «La discussione sul nome appassiona i giornalisti ma noi lavoriamo sulla costruzione di una squadra forte. Di Maradona non ce ne sono, cerchiamo giocatori di buon livello. Quest’anno per vincere contro De Luca, il prossimo contro de Magistris».
Il leader del Carroccio, ieri sul palco insieme ai parlamentari della Lega e al coordinatore del programma per le regionali, Aurelio Tommasetti, tra i nomi in lizza per la poltrona di Palazzo Santa Lucia, ha sparato a zero contro l’attuale Governatore campano. «Non si può non ammettere che è simpatico – dice il segretario leghista – quando si mette a parlare lì, dietro quella sua scrivania, è divertente. Sarebbe bello scambiarci due chiacchiere al bar o in pizzeria, peccato però che amministri la sanità. Qui in Campania siete ultimi per livello di assistenza mentre avreste diritto ad avere ospedali che funzionano sotto casa. Mandiamolo via». Pur senza sciogliere il nodo sul nome del candidato, Salvini ha offerto alla platea leghista napoletana un’idea di programma forte, costruita sui problemi storici della regione. «Abbiamo un’idea molto concreta di quello che c’è da fare – dice – Siete governati da troppo tempo da chi dice bugie. Sono quarant’anni che sento dire che c’è una nuova ricetta per salvare il Sud. Ma se oggi siete qui in migliaia evidentemente hanno sbagliato qualcosa. Vi rubano il voto da anni». E aggiunge: «Non è possibile che siete ancora sommersi dall’immondizia: ecoballe, cassonetti bruciati, ora basta! L’unica a guadagnarci da tutto questo è la camorra. Ovunque in Italia e nel mondo i rifiuti diventano energia, calore, risparmio in bolletta e ricchezza».
Sul tema rifiuti non concede sconti a nessuno. Nemmeno all’attuale ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ieri indicato come candidato per il Movimento Cinque Stelle alle regionali. Una candidatura che ha raccolto molti consensi anche a sinistra. «Con il ministro Costa ho litigato più volte quando eravamo insieme al governo perché abbiamo una visione della gestione dei rifiuti completamente diversa – dice Salvini.- I primi nemici dell’ambiente sono quelli che non vogliono che i rifiuti si muovano dalle strade. Sono gli ambientalisti da salotto, i radical chic per cui non si deve toccare nulla. Noi vogliamo coniugare l’ambiente con lo sviluppo e la crescita. Altrimenti il Paese si spegne».
Oltre la scadenza di maggio, Salvini già dà appuntamento alla città per le prossime elezioni comunali. «Vogliono cancellare i decreti sicurezza che abbiamo lasciato al governo, ma così si fa un torto a Napoli – accusa Salvini. – Grazie a quei decreti de Magistris ha potuto assumere decine di agenti di polizia municipale, abbiamo stabilito la rottamazione dei motorini dei delinquenti che costavano milioni di euro ai napoletani per tenerli nei magazzini». E non risparmia una frecciata all’amministrazione comunale sulla tenuta della città: «Mentre arrivavo – ha raccontato il segretario della Lega – ho percorso due arterie del centro e sembrava un campo rom a cielo aperto. Capisco che faccia più chic occuparsi di chi sbarca a Lampedusa anziché di chi vive a Scampia. Per qualcuno andare nelle periferie è banale».
La visita in città di Matteo Salvini è iniziata nel pomeriggio, alla Riviera di Chiaia, dove il leader del Carroccio ha incontrato una delegazione di imprenditori, negli uffici di Maurizio Marinella, patron dell’omonima sartoria. «Ci hanno chiesto di tornare in fretta al governo perché ora ce n’è uno nemico delle imprese», ha riferito Salvini. Dopo, la visita a Scampia, nella palestra Star Judo Club di Gianni Maddaloni, padre del campione olimpico Pino. Qui, ad attenderlo, gli striscioni “Scampia non si lega”, firmati dal centro sociale Comitato Vele. Nel frattempo, però, le voci di dissenso si organizzavano anche in città. Prima del comizio al teatro il collettivo Insurgencia si è dato appuntamento davanti alla stazione Toledo della metropolitana. Una trentina di attivisti davanti a uno striscione “Napoli non dimentica”. Ma anche la vera contromanifestazione, quella organizzata dalle Sardine in piazza Dante, non ha raccolto grandi consensi. Nella stessa piazza che il 30 novembre scorso aveva accolto quasi diecimila persone, ieri ce n’erano appena qualche centinaio. Un flop, che il leader nazionale giustifica alla luce dei nuovi temi affrontati. «Portare in piazza tematiche come la crisi del lavoro in Campania è qualcosa di scomodo e di poco sexy per la politica. Questa non è più una piazza anti Salvini ma una piazza che porta contenuti».