Furti e risse scoppiate all’interno e culminate nel parcheggio. Episodi che hanno provocato la chiusura temporanea della discoteca napoletana Common Ground. A stabilirlo il questore di Napoli Alessandro Giuliano che, su proposta del commissariato di polizia di Bagnoli, ha disposto la sospensione per 5 giorni dell’attività della discoteca che si trova in via Scarfoglio ad Agnano, nel territorio della X Municipalità (Bagnoli-Fuorigrotta).

La decisione è stata maturata dopo alcuni episodi, avvenuti nello specifico nei mesi di maggio e ottobre dello scorso anno. Dalle liti all’interno del locale sfociate in violente aggressioni nel parcheggio, dove a un ragazzo, originario di Pianura, venne rotto il setto nasale da un ‘rivale in amore’ residente sempre nello stesso quartiere, a due episodi di furto che hanno visto come vittime i clienti del locale. Episodi registrati dal commissariato di Bagnoli, che ha individuato e denunciato gli aggressori, e che hanno portato alla chiusura temporanea. Stando a quanto appreso dalla Questura di Napoli, il Common Ground resterà chiuso da sabato 8 febbraio e per i successivi cinque giorni.

Dura la reazione del locale: “Questo week end  – si legge in una nota – resteremo aperti solo venerdì 7 febbraio perché da sabato 8 febbraio a mercoledì 12 febbraio entra in atto un provvedimento a firma del Questore che dispone la chiusura a causa di una legge del 1931.
L’Art 100 del testo delle leggi di pubblica sicurezza del 1931 disciplina la potestà del Questore di sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini. Secondo questo provvedimento, nella fattispecie, gli atti tumultuosi avvenuti nel nostro club sarebbero casi di smarrimento di portafogli, un litigio tra una coppia e un amante e un litigio sulla proprietà di un giubbino lasciato incustodito su un divano.
Tutti casi in cui il buon senso prevederebbe la responsabilità di un cittadino rispetto a una buona condotta, e una collaborazione dello Stato a tutela dell’iniziativa privata, mentre non ci è pervenuta nessuna richiesta per analizzare le immagini del nostro sistema di videosorveglianza.

Questo provvedimento obsoleto, oltre ad offendere noi titolari e organizzatori del Common Ground, crediamo offenda ancor di più la nostra clientela di cui siamo sempre stati orgogliosi per il comportamento e la civiltà. Può essere chiaro a chiunque frequenti i nostri eventi che si è trattato di un atto pretestuoso, che danneggia l’iniziativa privata di tutto un settore, mettendo a rischio imprenditorialità e di conseguenza il lavoro in esso generato.
In generale, non è comunque chiudendo un altro spazio in cui le persone trovano uno svago dalla difficile quotidianità di Napoli che possono prevenirsi i pericoli per l’ordine pubblico di questa città. Ci vediamo domani e da venerdì 14″.