Anche la Corte dei Conti indagherà sulla gestione del ciclo dei rifiuti e sui presunti ritardi e omissioni, nell’impiego di milioni di euro di finanziamenti stanziati ma non spesi da amministratori e funzionari pubblici di Comune e Regione, finiti di recente al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli che tra qualche settimana approderà alla fase degli interrogatori degli indagati destinatari di un invito a comparire. Parliamo del più recente filone di indagine sulla crisi dei rifiuti, sui circa 19 milioni di euro fermi al palo, pur essendo destinati al Comune di Napoli per l’acquisto di automezzi e l’impiego di risorse per migliorare il servizio di raccolta dei rifiuti consentendo l’obiettivo del 65% della raccolta differenziata (obiettivo non raggiunto perché a novembre la percentuale si attestava attorno al 34%).

Parliamo della stessa inchiesta che guarda anche alla mancata realizzazione degli impianti di Caivano e Giugliano, al mancato smaltimento di tonnellate di ecoballe, a presunti omissioni che, secondo i pm della Procura di Napoli, avrebbero contribuito a far condannare l’Italia dalla Corte di giustizia europea. Mentre l’indagine penale segue il suo corso, il procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania Antonio Ciaramella non esclude, quindi, un interessamento al caso anche da parte della magistratura contabile. “Presteremo attenzione ad alcune fattispecie” assicura. Non sarebbe la prima volta. Anche in passato l’emergenza rifiuti si è tradotta in inchieste della magistratura contabile, in indagini che hanno rivelato danni erariali. Indagini non semplici, lunghe e complesse. Bisognerà attendere anche in questo caso. Quello della gestione del ciclo dei rifiuti resta, dunque, un tema caldo tanto sul piano penale quanto su quello contabile. Le pubbliche amministrazioni finiscono sotto la lente degli inquirenti per la gestione dei soldi pubblici, per la regolarità degli appalti, per le scelte amministrative.

Difficile stabilire il confine tra lecito e illecito. Scivoloso il terreno su cui si muove in questi casi. Anche nell’ultima indagine penale della Procura ci si muove, per il momento, su un campo di ipotesi ancora tutte da accertare. E sarà anche per questo che i pm titolari del fascicolo hanno deciso di agire notificando nelle scorse settimane inviti a comparire ad amministratori pubblici, funzionari e tecnici per approfondire ruoli, scelte amministrative, tempistiche di bandi di gara e attuazioni di delibere. A marzo i primi interrogatori.