Le Pmi italiane sono sempre più sospese tra azioni immediate da realizzare per la sopravvivenza e necessità di guardare oltre il periodo di emergenza sanitaria in corso. Il distanziamento sociale si impone ormai come strada maestra da seguire nel prossimo futuro, in attesa di risposte definitive da parte della scienza capaci di eliminare i timori legati al contagio. In tale scenario, quale futuro avranno la formazione professionale e altri delicati ambiti della vita aziendale come ad esempio la manutenzione degli impianti? La risposta potrebbe essere questa: dimenticate la formazione in aula, così come l’avete conosciuta fino ad oggi, e “superate” anche la formazione a distanza “tradizionale”, che pure è una modalità già diffusa e consolidata da anni, prima dell’emergenza Covid. Ora arriva la formazione “virtuale”. A presentare questa nuova frontiera della formazione a distanza è Antonio Maria Zinno, amministratore delegato del Gruppo Mare (in portafoglio clienti come Coca Cola, FCA, Leonardo e McKinsey, oltre a un focus dedicato alle Pmi) che da Pomigliano D’Arco contribuisce da oltre un decennio alla trasformazione digitale del tessuto produttivo nazionale e attraverso le aziende LinUP e SpinVector (impresa hi-tech recentememnte acquisita e diventata punto di riferimento internazionale per le tecnologie di realtà virtuale e realtà aumentata) ha potenziato la suite di soluzioni di formazione virtuale e per l’ottimizzazione dei processi aziendali.

La realtà virtuale e la realtà aumentata – spiega Zinno – rendono oggi possibile accelerare il processo di apprendimento con una modalità nuova, “a distanza” da casa oggi, o alla giusta “distanza sociale” domani nel post emergenza covid 19. Bisognerà assicurare il trasferimento delle competenze e la loro verifica, ma anche la sicurezza dovuta alle nuove norme di lavoro. Le aziende dovranno quindi dotarsi di strumenti flessibili e innovativi in grado di supportare la formazione e le attività lavorative dei dipendenti mantenendo la distanza sociale e limitando gli spostamenti. Con le nostre soluzioni basterà in pratica, anche dal salotto di casa, indossare uno specifico visore per ritrovarsi in tempo reale presso una determinata linea produttiva dell’azienda. E così, applicando i principi del gaming, e cioè dell’imparare-giocando, sarà possibile ad esempio formare manutentori 4.0 nel pieno rispetto della distanza sociale imposta dal Covid-19 insegnando come sollevare oggetti dalla catena di montaggio, simulare il montaggio di componenti meccaniche, riparare un guasto, coordinare interventi di manutenzione da remoto e su molteplici siti, fare training virtuali per le riparazioni di linee produttive, o premere un bottone per tappare una bottiglia di Coca cola. Mare Engineering – conclude Zinno – è la società che in smart working ha potuto rimodulare le proprie attività offrendo consulenza per le misure previste dal Decreto Cura Italia, dal credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro all’accesso al Fondo Centrale di Garanzia alle PMI“.