Incastrato a 8 anni dalla rapina in banca dalle impronte digitali. È stato questo dettaglio a permette alla Polizia di Stato di porre agli arresti domiciliari Luigi Speranza, 29enne di Mugnano di Napoli e residente a Giugliano, autore della rapina alla Banca Popolare di Bari di Santa Maria Capua Vetere, su corso Garibaldi, avvenuta il 29 ottobre 2012.

Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere ed è il frutto di una complessa attività d’indagine che ha consentito di evidenziare gravi indizi nei confronti di Speranza, che assieme ad alcuni complici realizzò la rapina armata sottraendo alla banca circa 20mila euro in contanti prima di darsi alla fuga.

Le indagini condotte dal personale della Squadra Investigativa e di quello della Polizia Scientifica del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere consentivano di acquisire numerosi elementi utili al prosieguo delle investigazioni, tra i quali alcune impronte che nell’immediatezza non fu possibile attribuire ai rapinatori, poiché i non erano mai stati sottoposti a rilievi segnaletici.

Il materiale repertato veniva inserito nell’apposito database dedicato ai “cold case” e solo nel recente periodo è stato possibile acclarare che una delle impronte rilevate all’interno dell’istituto bancario teatro della rapina era stata lasciata da Speranza, peraltro già condannato per rapina aggravata ed ancora colpito da provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso nel 2018 dall’autorità giudiziaria di Parma per analoghe fattispecie di reato.

Le analisi degli indizi acquisiti ed ulteriori accertamenti recenti hanno quindi consentito di evidenziare le responsabilità di Speranza nella rapina. Il Tribunale di Napoli, concordando con il quadro indiziario emerso, ha pertanto emesso a seguito di richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, la misura cautelare degli arresti domiciliari.