Approfittava della condizioni di soggezione e di timore della figlia minorenne per costringerla a subire atti sessuali. La Squadra Mobile di Napoli, su delega della Procura della Repubblica partenopea, ha messo fine nella serata di martedì all’incubo di una ragazzina costretta a subire le violenze del padre, C.P., 45enne finito in carcere con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli.

I poliziotti – così come appreso dal Riformista – sono intervenuti nel quartiere Pianura, periferia occidentale di Napoli. Il presunto orco è già noto agli archivi delle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. Le indagini, avviate nei mesi scorsi dopo la denuncia presentata dai familiari, hanno permesso di acquisire gravi indizi nei confronti dell’uomo, con le violenze che andavano avanti dal 2016. Ora è indagato per “violenza sessuale aggravata commessa in danno della propria figlia minore”. Sulla vicenda gli investigatori mantenono il massimo riserbo.

IL RAGAZZINO COSTRETTO A PROSTITUIRSI – Una storia di simile “squallore” arriva da Ischia, dove i carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato un 37enne ed un 52enne ritenuti responsabili in concorso dei reati di prostituzione minorile e atti sessuali con minorenne commessi nei confronti di un minore di 14 anni.

Le indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ischia e coordinate dalla IV Sezione Fasce Deboli della Procura della Repubblica di Napoli hanno infatti permesso di ricostruire come i due arrestati, domiciliati a Casamicciola Terme, fino allo scorso dicembre inducevano il ragazzino a prostituirsi e a compiere atti sessuali in cambio di piccole somme di denaro.

L’inchiesta è nata grazie alla denuncia della madre della vittima ed è stata svolta con intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni, sequestri e consulenze tecniche. Proprio durante le indagini è emerso come nello smartphone del 37enne c’era un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Il Gip del Tribunale di Napoli ha quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, mentre nei confronti del 52enne sono stati disposti gli arresti domiciliari.