Sono state le insegnanti a rendersi contro che qualcosa non andava nella ragazzina di 12 anni che ha poi confidato loro di ricevere attenzioni morboso da parte di uno zio acquisito, che viveva nella sua stessa casa. Da lì sono partite prima le segnalazioni al dirigente scolastico dell’istituto che la giovane frequentava a Grumo Nevano, comune nell’area a nord di Napoli, e poi ai carabinieri della stazione di Frattamaggiore che hanno avviato le indagini, coordinate dalla procura di Napoli Nord, che hanno poi portato nelle scorse ore i militari della Compagnia di Giugliano ad eseguire una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gio del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di un uomo di 69 anni.

Quest’ultimo, residente a Grumo Nevano, dovrà difendersi dall’accusa di violenza sessuale in danno di minori. Stando a quanto emerso nelle indagini, svolte con l’ausilio delle intercettazioni telefoniche e ambientali nonché l’audizione di persone informate sui fatti, lo zio avrebbe più volte compiuto abusi sessuali nei confronti della 12enne, approfittando delle sue condizioni di inferiorità fisica e psichica.

Prezioso ai fini investigativi, il ruolo svolto dalle insegnanti e dal dirigente scolastico della scuola frequentata dalla giovane vittima “nel cui ambito – sottolinea la procura di Napoli nord in una nota – si possono raccogliere importano indicatori per l’individuazione di gravi condotte lesive della tutela dei minori che, altrimenti, sarebbero destinate a rimanere nel solo ambito delle mura domestiche”.