Per contenere il contagio da coronavirus in Campania si sono adottate ieri nuove misure, drastiche ma evidentemente necessarie. La Regione ha disposto la sospensione delle attività ambulatoriali, a eccezione di quelle urgenti, fino al 18 marzo. Sospese anche le attività non urgenti a Palazzo di Giustizia fino a lunedì e negli uffici del Giudice di pace fino a martedì, nonché le controversie dinanzi alla Commissione tributaria regionale fino al 18 marzo. Le sospensioni serviranno ad attuare nuove e più massicce opere di igienizzazione. Contromisure anche nei teatri: niente concerti e spettacoli al teatro San Carlo fino al 3 aprile, annullati gli eventi in calendario al teatro Stabile fino al 5 aprile e rinviati gli spettacoli programmati al teatro Diana, al teatro Augusteo e al teatro Lendi.

Intanto dalla Protezione civile della Campania, dove è al lavoro una task force dedicata all’emergenza da Covid 19, fanno sapere che il lavoro nei laboratori dell’ospedale Cotugno è incessante, che le richieste di tamponi sono in aumento e non ci sono pazienti gravi. Ieri sono stati esaminati 89 tamponi e dodici sono risultati positivi. Per arginare i rischi di contagio si è comunque optato per misure straordinarie.

Negli ambulatori, dicevamo. Il governatore Vincenzo De Luca ha infatti comunicato la sospensione, fino al 18 marzo, delle attività degli ambulatori di aziende sanitarie di rilievo nazionale e universitarie, dell’istituto Pascale, dei presidi ospedalieri delle Asl e delle case di cura private accreditate. Restano invece regolarmente in funzione le strutture dei distretti sanitari e saranno assicurate le prestazioni ambulatoriali urgenti, quelle per le dialisi, di radioterapia e oncologiche-chemioterapiche.

Nuove misure anche a Palazzo di Giustizia dove un giudice del settore penale della Corte di appello è risultato positivo al Covid 19 mentre altri due magistrati, un altro della Corte di appello e un giudice della Commissione tributaria regionale, sono in quarantena volontaria per avuto contatti con il giudice contagiato. Il magistrato togato positivo al coronavirus era rientrato domenica dalla Lombardia dopo un periodo di congedo e lunedì era in ufficio, non ha successivamente tenuto udienza ma ha avuto contatti con la cancelleria. Per precauzione, quindi, il personale delle cancellerie della quarta e quinta sezione penale della Corte di Appello (circa quattordici persone in tutto) è stato autorizzato alla quarantena fino al 17 marzo valutando forme di lavoro agile, così come fino al 18 marzo sarà in quarantena, su decisione del presidente Alfredo La Montagna, il personale dell’ufficio della Commissione tributaria regionale dove il giudice in questione (per il quale non si conoscono ancora i risultati del test) ha tenuto udienza mercoledì. “Area chiusa, personale in isolamento” si leggeva ieri su un biglietto affisso alla porta di uno degli uffici al 15° piano della Torre C a Palazzo di Giustizia. Il presidente della Corte di Appello Giuseppe De Carolis e il procuratore generale Luigi Riello hanno sospeso tutte le attività giurisdizionali e amministrative, non di somma urgenza, fino al 9 marzo. Mentre fino al 10 marzo è previsto lo stop delle attività negli uffici del Giudice di pace di Barra-Ponticelli.

La sospensione, che accoglie il favore degli avvocati già in astensione nazionale fino al 20 marzo e del personale amministrativo che proprio ieri mattina aveva inviato ai vertici degli uffici giudiziari una richiesta, firmata da 150 dipendenti, di maggiori misure di prevenzione con interventi anche nelle sedi della Procura, è stata decisa per consentire straordinarie misure di disinfezione, ad opera della Direzione generale per la gestione e manutenzione degli uffici giudiziari e dell’Asl Napoli 1 e con il concorso delle forze dell’ordine. Resta aperta la questione carcere. Una delegazione della Camera penale di Napoli presieduta dall’avvocato Ermanno Carnevale e una delegazione del Consiglio dell’ordine degli avvocati presieduto dall’avvocato Antonio Tafuri hanno incontrato il provveditore dell’amministrazione penitenziaria campana, il direttore regionale dell’ufficio detenuti e trattamento e il direttore delle carceri di Poggioreale e Secondigliano per discutere delle misure adottate per i detenuti per evitare contagi da coronavirus e presto ci sarà un tavolo tecnico per valutare le iniziative da intraprendere. Il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo intanto chiede la sospensione dei colloqui tra detenuti e familiari. Nessuno stop, invece, è stato al momento deciso per le prove del concorso pubblico per i Centri per l’impiego in programma alla Mostra d’Oltremare di Napoli.

Ieri c’è stata la prima giornata di prove con la convocazione di circa duemila candidati e si proseguirà con le preselezioni fino al 27 marzo con due turni giornalieri. Sui gruppi Facebook dedicati al concorso si descrivono le misure di sicurezza adottate all’interno dei padiglioni: sale igienizzate, distanza di almeno un metro tra una postazione e l’altra, temperatura corporea dei candidati misurata all’ingresso con termoscanner e per coloro che avevano qualche linea di febbre o dubbi sulle prescrizioni anti-coronavirus sono stati previsti all’esterno delle aule tendostruttura e info point. Nonostante queste misure, tra i candidati c’è stata e c’è grande preoccupazione e molti, non solo tra i partecipanti al concorso ma anche tra i politici critici nei confronti della decisione della Regione di proseguire con le prove, continuano a chiedere che la sospensione già decisa per altre attività venga adottata anche per i concorsi pubblici che attirano migliaia di persone da ogni dove.