L’isola di Procida si candida a Capitale Italiana della Cultura per il 2021 e sceglie di farlo attraverso un percorso di co-creazione condivisa, che culminerà con la presentazione del dossier il 2 marzo alla commissione del Ministero per i beni e le attività culturali (MIBACT). Mentre gli italiani guardano ammirati Maria Rosaria Capobianchi, isolana, direttrice del laboratorio di virologia dello Spallanzani di Roma che ha appena isolato il coronavirus, si spera in un’altra ondata di orgoglio con Procida tra le possibili candidate e magari vincitrice del premio. Stamattina alle 11 nella sala “Mariella Cirillo”, sede della città metropolitana di Napoli si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto di candidatura.

L’idea nasce in collaborazione con tutti i cittadini che si sono impegnati, con l’aiuto di tre esperti, a creare nuove realtà sulla base di temi quali l’inclusione sociale e l’accessibilità, il turismo con particolare attenzione ai mesi invernali e le nuove tecnologie. «È importante attivare l’intelligenza collettiva della comunità. Un’intelligenza continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale e che possa generare un coinvolgimento effettivo delle capacità e dei desideri di tutti. Un progetto che è innanzitutto un’azione di innovazione culturale e sociale per la comunità procidana», ha spiegato il direttore della candidatura Agostino Riitano.