“Peggio del mostro c’è solo il mostriciattolo”, scrive Carlo Nordio sul Mattino, a conclusione di una raffinata trattazione sulla mostruosità secondo i latini. Il mostro in questione, anzi il monstrum, spiega, è la riforma Bonafede della prescrizione perché mina alla base princìpi della civiltà giuridica. Il mostriciattolo è invece il lodo Conte-bis, che al danno di cui sopra aggiunge una buona dose di grottesco. In più, precisa Nordio, il monstrum è tale perché “possiede un connotato di potente identità”, mentre il mostriciattolo è solo una copia deforme di ciò che è già oltre le forme consuete. E giù una serie di casi giudiziari portati a mo’ di esempi, tutti tesi a dimostrare la bizzarria di un provvedimento di fronte a cui lo stesso commentatore, da esperto, ammette di non poter far altro che alzare le mani gemendo e con “fatalistica rassegnazione”.

Poteva bastare questo, per mettere in guardia il lettore del Mattino e sollevarlo dai sensi di colpa: perché se anche un addetto ai lavori si affida al fato, può ben autoassolversi chi di queste vicende, agitate per acquietare la folla giustizialista, capisce sempre meno. Ma il Mattino ha deciso di andare oltre. E così, dopo il commento di Nordio, ecco anche un articolo di Gigi di Fiore, solitamente ferratissimo a spulciare documenti di archivio per inserirli nelle sue controstorie del Regno di Napoli.

Anche qui l’intento è di spiegare la differenza tra la riforma monstrum, che interrompe la prescrizione per tutti dopo la sentenza di primo grado, e il lodo mostriciattolo, che invece introduce una diversità di trattamento, quella diversità che a Nordio ha già fatto venire l’orticaria. Al momento degli esempi, però, la mostruosità rimbalza dal lodo all’articolo, perché Di Fiore scrive che il provvedimento Conte “avrà effetto su alcuni degli attuali processi sotto i riflettori”. Quali? Il Mattino ne sceglie alcuni a caso. A caso? Comunque, eccoli: “Quello per favoreggiamento nei confronti dell’ex sottosegretario del Pd, Luca Lotti” e quello in cui è coinvolto Alfredo Romeo, editore di questo giornale.

“Due processi – si ricorda nell’articolo – scaturiti dalla famosa inchiesta Consip”. Però a Di Fiore e a il Mattino sfugge – sfugge?- un particolare, e cioè che le leggi penali non hanno efficacia retroattiva. E dunque mai e poi mai, per quanto derivazione di una legge mostruosa, anche il lodo Conte-bis potrà applicarsi a presunti reati, da accertare nel corso del processo, avvenuti prima della sua entrata in vigore. E tanto per essere chiari, il monstrum è entrato in vigore quest’anno e il mostriciattolo non ancora. Il che smentisce anche la tesi di Nordio. E cioè che peggio del monstrum c’è solo il mostriciattolo. No. Può esserci anche l’articolo che spiega il mostriciattolo.