Avvocati in manette e con la Costituzione stretta sotto il braccio all’inaugurazione dell’Anna giudiziario a Napoli, in programma sabato mattina, 1 febbraio, nella sala dei Baroni del Maschio Angioino.

L’Ordine degli Avvocati di Napoli, presieduto da Antonio Tafuri, ha deciso di protestare così contro la riforma Bonafede sulla prescrizione che viene definita ‘l’ergastolo processuale’. Presenti anche cartelli con la scritta “Rispettate la Costituzione”, esposti durante il discorso del rappresentante del Ministero della Giustizia, Concetta Lo Curto.

Il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello, lancia un appello per proporre una “riforma strutturale” del processo penale in Italia dopo un “confronto franco” tra avvocati e magistrati. “La Corte d’Appello di Napoli è assediata da più di 80 mila ricorsi all’anno, numeri unici al mondo”.
Sulla prescrizione Riello chiude, probabilmente, tutti e due gli occhi. “E’ negativa ma condivisibile anche se da sola non basta perché calata nella comatosa situazione italiana si tradurrebbe in un ergastolo processuale, soprattutto a Napoli” questo, in sintesi, il suo pensiero, prima di ritornare sulla questione morale, già anticipata nei giorni scorsi: “E’ stato l’anno più difficile e lacerante per la magistratura italiana” perché “è esplosa una questione morale all’interno della magistratura italiana a cominciare dal suo organo di autogoverno e noi dobbiamo essere severi nel denunciare quanto accaduto: le erbacce vanno decisamente sradicate”.

I NUMERI –  E’ diminuito del 7,13% il numero complessivo dei delitti commessi a Napoli e provincia, passati da 135.133 del 2018 a 125.498 nel 2019. In particolare risultano diminuiti in modo particolare le lesioni dolose, passate da 4.115 a 3.730, ma anche le violenze sessuali, i furti, le associazioni a delinquere semplici. E’ quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d’appello di Napoli nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, Giuseppe de Carolis.