Avrebbe intascato 6mila euro per veicolare all’esterno due pizzini scritti dal boss Antonio Lo Russo, detenuto al 41 bis nel carcere de L’Aquila dopo essere stato arrestato a Nizza nel 2014. Ecco l’ipotesi con cui il gip del Tribunale di Napoli ha disposto i domiciliari per Luigi Cossentino, 45enne agente di polizia penitenziaria originario di Ottaviano e attualmente in servizio nel carcere di Spoleto.

Secondo quanto riferito dallo stesso Lo Russo e da Claudio Esposito, entrambi collaboratori di giustizia, Cossentino avrebbe consegnato a Carlo Nappello due pizzini firmati dal boss. Nero su bianco ci sarebbero state indicazioni dettagliate su come riscuotere un credito di 600mila euro e su quali alleanze stringere per guadagnare cifre da capogiro attraverso il traffico di droga. Diventato collaboratore di giustizia a novembre 2016, Lo Russo ha riferito ai magistrati che Cossentino sarebbe stato a sua disposizione “per qualsiasi cosa”. Il boss, tuttavia, non ricordava il nome dell’agente di polizia penitenziaria: per identificare quest’ultimo sono stati necessari i riconoscimenti fotografici.