Il clima è teso. E mentre i lavoratori si preparano a iniziative di sciopero, sul piano politico e sindacale si sollecita un tavolo tecnico con l’intervento delle istituzioni per evitare l’esodo di 63 lavoratori dalla sede di Napoli a quelle di Milano, Livorno e Portofferaio e, con la chiusura delle sede napoletana prevista dal piano di riorganizzazione aziendale, evitare che la delocalizzazione privi la città di un importante attore economico. Parliamo del caso Tirrenia che da oltre un mese vede i dipendenti della compagnia di navigazione impegnati nella vertenza che li oppone alla proprietà.

Una vertenza di respiro nazionale, che dopo l’adesione ieri alla protesta della Usb, approderà, il 13 marzo prossimo, a una giornata di sciopero proclamata da Cgil, Cisl e Uil. “Il ministro dello Sviluppo economico deve prontamente intervenire con gli strumenti che ha a disposizione per evitare che si compia il disegno della proprietà di Tirrenia-Compagnia Italiana di Navigazione (Cin) di svuotamento dell’autonomia gestionale di Cin, portando nella sede di Milano della Moby i settori operativi della società” ha spiegato il deputato dem Piero De Luca, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione parlamentare.

“Il Mise – ha aggiunto – deve convocare con la massima urgenza un Tavolo di confronto con i vertici della Tirrenia-Cin, le istituzioni locali e i sindacati”. La società opera in regime di continuità territoriale con le maggiori isole italiane, assicurando il collegamento grazie a un contratto di servizio pubblico con lo Stato che vale oltre 72 milioni di euro annui e che scadrà a luglio. “Il ministero – ha concluso De Luca – deve agire subito convocando le parti”.

Il caso Tirrenia apre così un’altra grande vertenza occupazionale napoletana, dopo quella Whirlpool su cui attenzione e tensione restano alte. Ieri c’è stato un presidio dei lavoratori della Whirlpool davanti alla prefettura di Napoli. “Ringraziamo il prefetto Marco Valentini per la tempestività con cui ha ricevuto una delegazione sindacale” ha detto Rosario Rappa, segretario nazionale della Fiom sottolineando la necessità di evitare “che la vertenza sindacale diventi una bomba sociale”.

Anche il sindaco Luigi De Magistris è intervenuto sollecitando l’azione del Governo. “Non bisogna approfittare della pazienza costruttiva dei lavoratori e della città di Napoli, non accetteremo questo destino come ineluttabile. Il Comune ha dato alcune indicazioni per costruire, da un momento di crisi, una grande opportunità. Il Governo indichi una strada”.