Se è vero che il calcio è una bugia, come da queste parti ha sottolineato in passato Rafael Benitez, allora l’operato del Napoli sul mercato di gennaio conferma questa teoria. Il Napoli non è mai stato così attivo nella sessione invernale. Basta ricordare le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis in merito. Il Napoli quindi smentisce se stesso. Perché il lavoro di questi giorni non può che definirsi di prospettiva. Un mercato pensando al futuro. Dopo Demme, Lobotka, Politano e Rrahmani, i prossimi sulla lista sono Kumbulla (dal Verona), Petagna (dalla Spal), e un terzino sinistro: Ricardo Rodriguez per colmare il vuoto sulla corsia lasciato da Ghoulam. Si lavora tanto sulle formule dei prestiti (vedi Rrahmani e Petagna), ma la vera rivoluzione sta per arrivare in attacco. Fernando Llorente è in lista di sbarco se dovesse arrivare la giusta offerta. Lo spagnolo da riserva di lusso si trasforma in bocciato.

Non è stato determinante al momento opportuno e resta troppo estraneo allo sviluppo della manovra offensiva. Dries Mertens doveva essere l’alternativa a Milik. Ma sono lontani i tempi in cui il belga da esterno d’attacco, sotto la guida di Sarri, divenne il vero bomber del Napoli. Un calo dovuto a problemi fisici o semplicemente effetto del mancato rinnovo e dell’ammutinamento. Con Gattuso i punti di riferimento del reparto offensivo sono Insigne e Milik. Il Napoli però non si ferma e tratta Petagna. Il giocatore resterebbe in prestito alla Spal fino a giugno per arrivare all’ombra del Vesuvio per la prossima stagione. Andrea Petagna è il classico attaccante – boa, quello che fa salire la squadra. L’uomo che con i suoi movimenti e la palla tra i piedi riesce a iniziare l’azione d’attacco distribuendo sugli esterni, quando non può appoggiarsi dietro, per poi raccogliere in profondità.

Nonostante la stazza (è alto 1,90 cm) è anche bravo a districarsi con i difensori. In precedenza si era parlato anche di Andrea Pinamonti, di proprietà dell’Inter, ma in prestito al Genoa che dovrebbe esercitare il riscatto del valore di 18 milioni di euro entro il primo febbraio. L’affare, però non si farà perché il Napoli non sembra intenzionato ad accettare il diritto di recompra da parte dell’Inter. Con l’acquisto di Petagna, dunque, il destino di Llorente e Mertens sembra essere già scritto. Intanto arriva Matteo Politano con tanto di benvenuto twittato da Aurelio De Laurentiis ed un post del giocatore: «Sono pronto ed emozionato per la mia nuova splendida avventura, in una bellissima città con una grande tifoseria. Non vedo l’ora di scendere in campo per questi colori».  Politano è un esterno che gioca a destra, a piede invertito. Può giocare anche a sinistra, ma anche da seconda punta. Bravo su calci d’angolo e punizioni. Quando gioca converge verso il centro e può far arrivare parecchie palle agli attaccanti in area di rigore. Ciò che chiede Gattuso. Con il suo arrivo, che fine fa Lozano? Inizialmente proposto da Ancelotti come seconda punta, poi ritornato al suo ruolo d’origine, il messicano non riesce a esprimersi al meglio. Resta un punto interrogativo.

Sorride Gattuso, che avrà una doppia alternativa in attacco: se Politano gioca nel 4-3-3 la squadra è più offensiva. Se gioca Callejon l’ atteggiamento è più accorto, date le sue caratteristiche anche da centrocampista. Pensare alla rifondazione adesso è giusto. In questo modo si dimostra di voler progettare e tutto fa pensare alla riconferma di Gattuso. Difficilmente si prenderebbero così tanti giocatori a gennaio. Nascerà un nuovo Napoli, con nuova linfa e vitalità. Ciò che occorre per ripartire nella prossima stagione con un’ ossatura già composta. Questa si chiama programmazione.