È successo esattamente quello che la senatrice Valeria Valente del Pd aveva previsto. Da Palazzo San Giacomo il disastro del bilancio del Comune si è trasferito nelle stanze di Montecitorio. Anzi, per essere più precisi, la questione al momento è di appannaggio della commissione Bilancio della Camera.

E ora prende le forme dell’emendamento all’art 39 del decreto Milleproroghe che i relatori del provvedimento, Vittoria Baldino del M5S e Fabio Melilli del Pd, hanno presentato per salvare, tra gli altri, il Comune guidato da Luigi de Magistris. La discussione dell’art-39 bis, prevista per la serata di ieri, è slittata ma non rischia la ghigliottina dell’esame di ammissibilità essendo stato presentato dai firmatari della legge di conversione. Eppure, la loro sarebbe un’iniziativa voluta dall’Anci, utilizzata come alibi dal sindaco partenopeo in cerca di una soluzione alla sua gestione finanziaria.

«Capisco che non si possano lasciare fallire centinaia di piccoli comuni – dice la senatrice dem Valente – ma occorre fare una distinzione tra comuni virtuosi e non». Per la senatrice napoletana, infatti, l’emendamento rischia di offrire un’altra chance a un’amministrazione che, fin qui, non è stata in grado di sfruttarne nessuna. Anzi. Così come è stata formulata, la modifica introdotta nel Milleproproghe congela per un anno la sentenza della Consulta che il 28 gennaio scorso ha dichiarato illegittimo l’uso delle anticipazioni di liquidità, e quindi il bilancio comunale che ha così visto il suo debito crescere da 1,7 miliardi a quasi 2,8 miliardi di euro. «Bloccare per un anno l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale – spiega Valente – serve solo a de Magistris per sopravvivere a se stesso e lasciare così la gestione del dissesto a chi verrà dopo di lui».

Ad esprimere un parere simile è anche il senatore Vincenzo Presutto, membro, oltre che della commissione Bilancio, anche della commissione di vigilanza su Cdp e vicepresidente della commissione per il federalismo fiscale. Tutti ambiti che coinvolgono la questione comunale. «Sono d’accordo sull’impianto generale dell’emendamento, lasciar fallire tanti piccoli comuni creerebbe un contraccolpo enorme», dice Presutto. Eppure, su Napoli ha le idee chiare. «La gestione di de Magistris e Panini – spiega – è stata scellerata e incosciente e non merita altri aiuti». Ciò che salva Napoli, secondo il senatore campano, è il fatto che non possano essere varate norme ad hoc, che includano dei comuni, escludendone altri in maniera arbitraria.
A parlare di scambio politico è invece dall’opposizione Gianluca Cantalamessa. «È una mossa fatta dal Pd per salvare il suo alleato alle suppletive», dice il deputato leghista. «Questa trattativa ha un nome ed è quello di Sandro Ruotolo – dice – e a farne le spese saranno ancora una volta i napoletani».