C’è uno spiraglio di luce nel buio della corruzione e dell’assalto ai soldi pubblici destinati alla sanità. È cautamente ottimista il procuratore regionale Antonio Ciaramella nel commentare i dati che riguardano questi due aspetti: corruzione e sanità. Sulla corruzione dice che “la situazione è complessivamente migliorata sia sul territorio regionale sia su quello nazionale”. “I provvedimenti legislativi emanati sin dal 2012 stanno producendo effetti significativi – aggiunge – e mi sento di dichiararmi ottimista. Il sistema va verso un tendenziale miglioramento”. Certo non si abbassa la guardia. Stesso discorso per la sanità pubblica. “C’è stato uno sforzo di non poco conto per rientrare dal deficit – sottolinea il procuratore regionale della Corte dei Conti – Ora bisogna efficientare il sistema sanitario dal punto di vista gestionale e fare in modo che i servizi siano efficienti e al cittadino sia consentito di essere curato nella propria regione”. Le indagini avviate dalla Corte dei Conti finora guardano tuttavia al passato.

“La gestione della sanità è stata pessima negli ultimi dieci anni – aggiunte il vice procuratore Francesco Vitiello – c’è stato un sistema di nomina politica più che meritocratica”. Nel 2019, in tema di sanità, la Corte dei Conti ha svolto indagini su Asl e ospedali. Si è indagato sul danno erariale da oltre 250mila euro subìto dall’Asl Napoli 2 e quello da circa 500mila euro subìto dall’Università Vanvitelli in tema di riduzione della spesa sanitaria; sul danno patrimoniale da disservizio per oltre 100mila euro a causa di un episodio di peculato commesso da un dirigente dell’ufficio cassa dell’azienda ospedaliera Federico II di Napoli; sul danno da un milione e 154mila euro ai danni dell’Asl Napoli 1 per una serie di illeciti commessi da dipendenti in relazione ad acquisti di materiali sanitari; su una frode nella riscossione dei ticket ambulatoriali e sul danno alla Regione Campania per ben 23 milioni di euro per l’affidamento a soggetti, che non ne avevano i requisiti, dei servizi sanitari domiciliari.