“La prova preselettiva si è verosimilmente svolta in spregio al principio dell’anonimato” e la fase della correzione si è “immotivatamente protratta per tre mesi”, scrivono i giudici del Tar ordinando la sospensione del maxi-concorso indetto dalla Regione Campania. Quello che il governatore Vincenzo De Luca aveva definito come “l’iniziativa più importante della storia della Regione”, il concorso dai grandi numeri e dalle grandi speranze è ora al centro di una vicenda giudiziaria.

Il concorso è sospeso fino al prossimo 6 ottobre, giorno in cui è prevista l’udienza per affrontare nel merito il ricorso che gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Ciro Catalano hanno presentato per 26 candidati contestando le modalità operative con cui è stata gestita la prova preselettiva per la categoria D. Di qui la sospensione decisa dal collegio della quinta sezione, e contro la quale la Regione ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato. La questione ruota attorno al principio dell’anonimato valido per tutti i concorsi pubblici. Per i candidati ricorrenti, il principio non sarebbe stato rispettato dal momento che le istruzioni per lo svolgimento della prova prevedevano che i candidati consegnassero il cartoncino con i dati anagrafici e il foglio con le risposte non in busta sigillata e priva di generalità all’esterno, ma separatamente e contrassegnati da soli due talloncini identici, contenenti lo stesso codice a barre composto da un numero a sei cifre.

Un codice che, secondo i ricorrenti, era facilmente memorizzabile e identificabile, e “ha finito per svolgere, almeno potenzialmente, funzione di segno di riconoscimento”, alimentando il sospetto di possibili alterazioni o manipolazioni della prova. Il Tar l’ha ritenuto verosimile, rilevando anche la lentezza delle correzioni nonostante l’utilizzo di sistemi ottici. Gli avvocati Leone, Fell e Catalano hanno proposto ricorso anche per la selezione parallela di 1225 unità presso diversi enti della Campania.

Intanto dalla Regione fanno sapere che si ricorrerà al Consiglio di Stato “per chiedere l’immediata sospensiva dell’ordinanza del Tar”, ribadendo che “la procedura e le modalità di selezione del concorsone sono identiche a quelle attuate dal Formez per altri maxi-concorsi pubblici”. “Non è un fulmine a ciel sereno – commenta il capogruppo regionale campano Armando Cesaro – L’avevamo denunciato in tempi non sospetti chiedendo di fermare, in autotutela, il concorsone”. “Ora la Regione blocchi tutto o la parola passerà una volta e per tutte ai giudici” sostiene Angelo Pisani, presidente di Noi consumatori.