Percepivano il reddito di cittadinanza ma nel ‘tempo libero’ gestivano enormi carichi di cocaina, rifornendo numerose piazze di spaccio di Napoli, Salerno, Caserta, Basso Lazio e Roma, e reinvestendo parte del ricavato nell’attività di ristorazione, tra cui la trattoria-gourmet Tufò di via Posillipo, nell’omonimo quartiere partenopeo, dove più volte, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero tenuto riunioni per organizzare l’acquisto di grosse partite di droga.

E’ l’esito delle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che hanno visto questa mattina, martedì 4 febbraio, oltre 150 finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, con il supporto dei Comandi Provinciali di Roma, Salerno, Caserta e Latina, dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale DDA, nei confronti di 24 membri di un’organizzazione di narcotrafficanti operante tra Campania e Lazio. Non sono stati, almeno per il momento, ricostruiti contatti con fornitori e, soprattutto, piazze di spaccio che il gruppo riforniva. Lo apprende il Riformista dal colonnello Giuseppe Furciniti, Comandante del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO). Le indagini sono partite nell’estate del 2017.

ASSE CONTINI-SCISSIONISTI – Fra i principali esponenti del sodalizio figura Ciro Capasso, 52 anni, la cui operatività nel settore del traffico di sostanze stupefacenti era già emersa in altre inchieste giudiziarie che ne hanno attestato, in passato, la vicinanza ad ambienti camorristici riferibili al clan degli scissionisti di Secondigliano, nonché all’ala economica del clan Contini e comunque in contatto con altre cosche napoletane in favore delle quali ha operato nel tempo come vero e proprio “broker” del narcotraffico.

DONNA GARANTE PER AMORE –  In particolare, di rilievo è la vicenda che vide come protagonista una donna a lui legata, e ritenuta appartenente al gruppo di commercianti che Salvatore Botta, elemento apicale del clan Contini (in carcere da anni), utilizzava per riciclare parte dei proventi illeciti del clan: furono proprio i legami sentimentali con Ciro Capasso che indussero la donna ad accollarsi buona parte di un debito, pari a circa un milione di euro, che lo stesso aveva maturato nei confronti di alcune cosche a causa del sequestro patito nel 2007 di un ingente carico di droga, riuscendo fra l’altro ad ottenere una dilazione di pagamento in favore del clan che aveva effettuato la “puntata” in rate mensili da 30mila euro ciascuna.

SUMMIT GOURMET – Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza, riconosciuti sussistenti dal Gip, in ordine al fatto che Ciro Capasso negli anni successivi, tornato in libertà, sia riuscito a superare la grave crisi finanziaria e abbia ripreso a pieno regime la sua attività di narcotrafficante investendo parte dei suoi guadagni nel settore della ristorazione. Proprio all’interno di uno dei locali in gestione, la nota trattoria-gourmet Tufò di via Posillipo, si sono tenute alcune riunioni tra Ciro Capasso, il figlio Antonio (cui era intestata l’attività di ristorazione molto frequentata in città e regolarmente aperta sotto la gestione di un amministratore giudiziario) e altri membri dell’associazione, finalizzate a concordare l’acquisto di considerevoli quantitativi di cocaina.

IL NARCOS DELLA NAPOLI BENE – In effetti, durante uno degli incontri monitorati dagli specialisti del GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, era presente Rosario Lumia, 32enne originario del quartiere Miano ma residente in via Petrarca a Posillipo, che, dopo qualche giorno (precisamente il 16 maggio del 2018), è stato arrestato sulla Tangenziale di Napoli. I finanzieri scoprirono nell’abitacolo della sua autovettura oltre 33 chili di cocaina (che immessa sul mercato avrebbe procurato un giro d’affari di oltre 10 milioni di euro). Non solo però droga perché nella successiva perquisizione eseguita nella sua abitazione di Posillipo sono stati sequestrati 217mila euro in contanti, 14mila dollari statunitensi e 3 orologi di lusso (due Rolex e un Hublot) del valore complessivo di circa 20mila euro.

La cospicua quantità di denaro contante detenuta da Lumia, secondo quanto accertato dagli investigatori, testimonierebbe il suo ruolo apicale all’interno dell’organizzazione. Lumia, non era solo un semplice corriere ma gestiva grossi quantitativi di denaro derivanti dalla vendita dello droga in vista di successive acquisizioni di nuove partite.

Ulteriore conferma della solidità del gruppo criminale si è avuta nel mese di luglio 2018 quando la Sezione Gruppo Operativo Antidroga (GOA) dello stesso GICO, in un appartamento a Casalnuovo (Napoli), ha sequestrato 10,750 chili di cocaina arrestando alcuni membri dell’organizzazione (Carmine Pandolfi, Antonio Grimaldi e Antonio Russo, oltre allo stesso Ciro Capasso), tutti impegnati a definire la spartizione del carico. La droga sequestrata -il cui valore di mercato al dettaglio si aggira intorno a 10 milioni di euro – sarebbe stata destinata ad alimentare diverse “piazze di spaccio” non solo della città di Napoli, tenuto conto che alcuni dei potenziali acquirenti operavano in altre località, ma anche delle province di Salerno e Caserta.

BENI E REDDITO DI CITTADINANZA – Nei confronti dei principali indagati, è stato eseguito, tra le province di Napoli e Caserta, anche il sequestro di 7 società (tra cui quelle riferite alla gestione dei ristoranti a insegna “Tufò”), 3 immobili, 13 veicoli e 68 rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro. Infine, sei tra i nuclei familiari dei soggetti colpiti dai provvedimenti cautelari personali (compreso quello dei Capasso) sono risultati beneficiari di reddito di cittadinanza; le relative posizioni sono state segnalate all’INPS per i provvedimenti del caso.

Le attività commerciali finite sotto sequestro verranno gestite da un amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale, al fine di salvaguardare il lavoro dei dipendenti.

L’ELENCO DEI DESTINATARI DELLE MISURE CAUTELARI DIFFUSO IN UNA NOTA DALLA GUARDIA DI FINANZA: 

1. AMBROSINO Maurizio, nato a Napoli il 26.01.1961
2. AMMENDOLA Gianmarco, nato a Napoli il 25.11.1992
3. ARUTA Andrea, nato ad Acerra (NA) il 23.01.1986
4. CAPASSO Antonio, nato a Napoli il 27.07.1991
5. CAPASSO Ciro, nato a Napoli il 24.08.1968
6. CAPUTO Vincenzo, nato a Napoli il 22.12.1986
7. CATALANO Pasquale, nato a Napoli il 05.12.1960
8. CECI Mariano, nato a Napoli il 19.04.1988
9. COSTABILE Giovanni, nato a Torre Annunziata il 22.06.1993
10. D’AMBROSIO Ciro, nato a Napoli il 03.09.1996 –
11. DI PALMA Lorenzo, nato a Santa Maria Capua Vetere (CE) il 10.02.1965
12. FLESSIGNO Giuseppe, nato a Napoli il 01.11.1980
13. GIANNELLI Carlo, nato a Napoli il 10.01.1984
14. GRANATA Giuseppe, nato a Caivano (NA) il 18.09.1957
15. GRIMALDI Antonio, nato ad Afragola (NA) il 21.08.1960
16. IODICE Michaela, nata a Napoli il 20.04.1988
17. LIONE Francesco, nato a Napoli il 10.07.1997
18. LUMIA Rosario, nato a Napoli il 03.09.1987
19. ONORATO Alessio, nato a Napoli il 24.08.1981
20. ONORATO Salvatore, nato a Napoli il 02.05.1998
21. PANDOLFI Carmine, nato a Napoli il 18.05.1967
22. RUSSO Antonio, nato Napoli il 08.10.1968
23. SCIARRA Raffaele, nato a Napoli il 23.09.1993
24. VICINANZA Marco, nato a Salerno il 05.09.1979