Da ieri è in una comunità di recupero per minorenni F.D.C., il 17enne complice del tentativo di rapina finito nel sangue sabato notte a Santa Lucia con la morte dell’amico 15enne Ugo, ucciso dal carabiniere che ha reagito sparando. Il giudice Angela Draetta del Tribunale per i minori ha convalidato il fermo nei suoi confronti, disponendo la misura cautelare in comunità e un percorso di rieducazione per sottrarre il ragazzo alla delinquenza. F.D.C., assistito dall’avvocato Mario Bruno, ha raccontato al gip le sue giornate da adolescente che da tempo ha abbandonato la scuola e non ha un lavoro. Il giovane ha anche ricostruito la dinamica di sabato notte quando, assieme all’amico di sempre Ugo, avevano deciso di fare una rapina per avere i soldi per andare a ballare.

“Era la prima volta”, ha detto F.D.C al gip, ma su questo ci sono forti sospetti da parte degli inquirenti, visto che in tasca di Ugo sono stati trovati un Rolex e una collanina d’oro. Le indagini chiariranno la provenienza di quegli oggetti. Intanto oggi saranno nominati i medici a cui affidare l’autopsia sul corpo di Ugo. I risultati saranno utili, assieme alle verifiche balistiche, per ricostruire la traiettoria dei colpi e dare risposta a interrogativi centrali: quanti colpi sono stati esplosi? Perché il carabiniere ha sparato più volte? Ugo è stato colpito mentre fuggiva? Tramite il suo avvocato Enrico Capone, il carabiniere indagato per l’ipotesi di omicidio volontario ha fatto sapere di avere fiducia nella magistratura.

“Siamo sereni – ha detto Capone – Il comportamento del mio assistito è stato impeccabile”. Il 17enne complice di Ugo ha invece parlato di uno o due colpi uditi ancora mentre fuggiva a piedi, dopo aver abbandonato il motorino con la targa falsa che si erano fatti prestare per il colpo. “Non fiori ma offerte per ripagare i danni all’ospedale”: questa la volontà espressa da Vincenzo Russo, il padre di Ugo, per i funerali del figlio che si terranno dopo l’autopsia quando la magistratura lo consentirà. I familiari del ragazzo sono assistiti dall’avvocato Antonio Mormile. Il riferimento è ai danni causati al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini alla notizia che Ugo non ce l’aveva fatta.

E proprio sulla devastazione al Pellegrini e sugli spari arrivati sempre quella notte contro la caserma Pastrengo c’è un’inchiesta parallela in corso. Il prefetto Valentini, con i vertici provinciali delle forze dell’ordine, ha previsto un piano straordinario di controlli, telecamere nei pronto soccorso e un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato per il 12 marzo per coordinare le iniziative formative, educative e di carattere sociale per prevenire e contrastare la devianza giovanile.