La Squadra Mobile della Polizia di Caserta ha tratto in arresto questa mattina Emilio Lavoretano, condannato meno di un mese fa, in primo grado, per l’omicidio della moglie Katia Tondi. Gli agenti hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere dopo la sentenza emessa dalla Corte D’Assise di Santa Maria Capua Vetere che lo scorso dicembre aveva condannato a 27 anni di reclusione Lavoretano, giudicato colpevole dell’omicidio della moglie avvenuto nell’appartamento della coppia a San Tammaro il 20 luglio 2013. In occasione della sentenza non venne emesso contestualmente il provvedimento di carcerazione, sospeso fino a sentenza definitiva. Nei confronti di Lavoretano è stato disposto l’accompagnamento presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

I MOTIVI DELL’ARRESTO – Lavoretano era per questo rimasto in libertà, così come aveva affrontato da uomo libero il processo, ma a quattro settimane dalla sentenza ne è stata disposta la carcerazione. L’ex gommista è stato fermato dai poliziotti della Squadra Mobile perché la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari dovute al pericolo di fuga e alla reiterazione del reato, con la richiesta di arresto accolta dalla Corte di Assise. Quest’ultima ha depositato contestualmente all’ordinanza anche la motivazione della sentenza di condanna di Lavoretano.

IL PROCESSO – La sentenza di primo grado ha visto Lavoretano condannato a 27 anni, due in più rispetto alla richiesta della Procura sammaritana. Il processo era stato teso e segnato da una continua battaglia di perizie sull’ora della morte di Katia, elemento chiave della vicenda. In primo grado i giudici hanno accolto la tesi della Procura, secondo la quale l’omicidio sarebbe avvenuto tra le ore 18 e le 19 di quel 20 luglio, orario nel quale Lavoretano sarebbe stato in casa da solo con la moglie e il figlio piccolo.