Una delegazione di familiari, insieme al garante cittadino Pietro Ioia, dopo la protesta fuori il carcere di Poggioreale, è stata accolta dal direttore Carlo Berdini. Diversi gli striscioni che lanciano un appello disperato alle istituzioni. “Chiediamo garanzie per i nostri parenti che sono reclusi“, ha commentato un familiare durante l’incontro con Berdini. Sono circa 300 le mascherine in possesso dell’amministrazione penitenziaria che però ancora non sono state distribuite perché i detenuti sono più di duemila.

Impossibile e ingiusto fare una selezione. Intanto per ogni cella è stato distribuito un detergente disinfettante per una pulizia più accurata. Unico caso di persona febbricitante è stato isolato in infermeria e accertato che non si tratta di Covid-19, ma la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro. Ioia e una delegata dei parenti dei detenuti sono saliti al padiglione Livorno e hanno tranquillizzato i i reclusi attraverso un megafono. Intanto al padiglione Roma era in atto una battitura pacifica. Al termine dell’incontro una ventina di persone hanno fatto irruzione al tribunale dove si sono scontrati con la polizia. Due donne sono state fermate e condotte in questura.

Una si è fatta male ad un piede l’altra al braccio. Appelli accorati vengono lanciati alle istituzioni per tutti i carceri, Poggioreale più di altri viste le perenni problematiche del sovraffollamento. La magistratura di sorveglianza ha il duro compito della famosa corsa contro il tempo. Tante le criticità, blocco dei colloqui, difficoltà per trasferire i soldi sul libretto dei detenuti, l’invio dei pacchi con indumenti e cibo non più a mano ma tramite corriere. Difficoltà non di poco conto sia dal punto di vista organizzativo che economico. Gestire la situazione non è semplice, la soluzione difficile da attuare.