Sta per aprire anche a Napoli una rage room, come anticipato dal Corriere del Mezzogiorno. Non occorrerebbe tradurre nel nostro vernacolo, tanto ne è chiaro il senso: ‘a stanza d’arraggia. II tuo partner ti tradisce, non arrivi a fine mese, i figli rompono, la suocera incombe? C’è la soluzione. Paghi 35 euro per 15 minuti, entri in una stanza piena di bottiglie vuote, di tazze sbeccate, di tavoli di sghimbescio e fornito di idonea mazza. Ti sfoghi a scassare tutto e ne esci catarticamente rinato, puro come un angioletto ritratto in una pala d’altare.

Se ne potrebbe predisporre anche una variante per risolvere problemi pubblici. La monnezza assedia la città, l’autobus non passa, le strade sono disselciate, gli alberi cadono al primo colpo di vento? Si attrezzi con sagome di cartone ad altezza naturale un angolo di piazza Municipio, per tre euro si consegnino tre palle di pezza a chi vuole lanciarle contro di esse e qualcuno tenga il conto.

De Luca, Caldoro e Ciarambino per la Regione; Clemente, Daniele o Amendola per il Comune; Califano o Lorito per il rettorato della Federico II. La sagoma che avrà più volte resistito in piedi corrisponderà alla persona eletta alla carica. In fondo, non ci sarebbe democrazia più diretta (contro i bersagli) di questa.