«Quale crisi e calo degli incassi. Nessuna psicosi, anzi, lavoriamo di più». Aldo Maccaroni, presidente del comitato Chiaia Night e Baretti Falcone racconta come sta reagendo la movida di Chiaia all’emergenza coronavirus. «Paradossalmente -spiega- in queste settimane difficili abbiamo riscontrato un aumento di presenze nei nostri locali, la gente è più attenta ma non terrorizzata. La vita continua in modo normale, le persone continuano a uscire e a incontrarsi.
Titolari e avventori stanno seguendo le direttive ministeriali e prendendo le dovute precauzioni, ma nessun allarmismo». E Così niente coprifuoco ai baretti di Chiaia. Molti imprenditori hanno preferito chiudere, sull’onda del buon senso, discoteche e annullare serate, i ristoranti hanno meno prenotazioni e banditi cinema e teatro.
Ma c’è uno spicchio della città,
tra Via Bisignano e Piazzetta Rodinò, che non ha alcuna intenzione di scegliere la vita da eremita. Gli habituè dei bar del quartiere, dal Re Wild all’inizio di Via Bisignano alle Cantine Sociali
al centro della Piazzetta, non cedono alla psicosi da contagio. Sarà che siamo fatalisti, che sappiamo planare con leggerezza sulle cose della vita, anche le più tragiche, e sarà che “San Gennà pienzace tu” e mettiamoci anche un pizzico di “c’amma fà…se deve essere, sarà”, la paura si esorcizza in strada, con gli amici di sempre e il solito calice di vino in mano.
La sensazione è che una parte dei napoletani creda la città immune dal coronavirus e nonostante i 50 casi di covid-19 confermati, niente panico, niente mascherine e niente scenari apocalittici.
Tutti d’accordo quindi i gestori dei baretti: Napoli non può arretrare e di fronte al pericolo, si continua a lavorare con prudenza in attesa degli effetti dei provvedimenti della Regione.
Aldo Maccaroni, però, aggiunge: «Siamo un popolo particolare e siamo particolari anche nella gestione di un’emergenza. Siamo troppo abituati alla cordialità e all’affettuosità. Impossibile privare un napoletano della sua vita sociale».