Demme, Lobotka, Politano già a disposizione di Gattuso. Rrahmani e Petagna bloccati per la prossima stagione. Questo, al momento, il bilancio di una sessione di calciomercato di gennaio quantomeno atipica per il Napoli targato De Laurentiis. Mai si era vista la società azzurra, negli ultimi anni, così attiva nella sessione di trasferimenti invernali. E non è ancora finita dato che, fino al gong previsto per le ore 20 di questa sera, sono possibili anche altri movimenti. Un’inversione di tendenza per molti versi inattesa e che si porta dietro molteplici significati. Ci sono mosse utili nell’immediato, come il doppio acquisto in linea mediana: Demme e Lobotka vanno a colmare un vuoto nella zona nevralgica del campo, eredità di una sessione di mercato estiva che i fatti hanno dimostrato incompleta e le cui criticità sono emerse nel naufragio del progetto tecnico-tattico di Ancelotti.

Gli acquisti di Politano, Rrahmani e Petagna guardano invece, con tutta evidenza, a ciò che sarà il futuro del Napoli. L’arrivo dell’ex attaccante dell’Inter strizza l’occhio all’addio, che pare sempre più vicino, di Callejon; quelli del difensore kosovaro e dell’attaccante di scuola Milan, che resteranno rispettivamente al Verona e alla Spal fino al termine della stagione, si inseriscono in quella che si annuncia come una vera e propria rivoluzione del volto della squadra a partire dalla prossima annata. Lo scenario che si prefigura, a giugno, è quello di numerosi addii, anche pesanti. Oltre a Callejon e Mertens, giunti a fine contratto – con un punto interrogativo sul belga – potrebbero salutare anche giocatori come Koulibaly, Allan, Fabian Ruiz, Llorente. E forse non solo loro.

Uno stravolgimento arrivato probabilmente con ritardo, con una rosa, quella che Ancelotti aveva ereditato da Sarri, giunta a fine ciclo e in cui molto si sarebbe dovuto cambiare anche in precedenza. O, perlomeno, evitando di lasciare in sospeso questioni contrattuali che hanno avuto, eccome, il loro peso negli avvenimenti degli ultimi mesi, in un clima di tensione e da tutti contro tutti che mai ci si sarebbe aspettati di vedere. De Laurentiis, dunque, ha dato vita alla sessione di gennaio più interventista della sua gestione, con una spesa complessiva di circa 46 milioni di euro, facendo riferimento ai soli giocatori già entrati a far parte della rosa. Cifra che in realtà, per le varie formule e dilazioni di pagamento, non andrà a pesare tutta sul bilancio della stagione in corso. Ma significativa per tracciare il percorso del prossimo futuro.

Si va incontro ad un Napoli rinnovato, in cui la curva marginale di crescita ha subito un brusco arresto. Con una probabile esclusione dalla Champions League nella prossima stagione – dura pensare, anche per i più ottimisti, di recuperare i 12 punti di svantaggio attuali dal quarto posto occupato dalla Roma – l’obiettivo appare quello di fare cassa con le già citate cessioni di almeno due o tre big e, soprattutto, quello di alleggerire il monte ingaggi, insostenibile senza la partecipazione alla principale competizione europea per club. Se si tratterà della ‘decrescita felice’ paventata con timore sui social da molti tifosi, di una strategia prodromica a una cessione del club nel breve termine e scenario in ogni caso difficilmente differibile nel lunghissimo periodo visti i limiti strutturali dell’attuale gestione, oppure della ripartenza di un nuovo ciclo – con Gattuso al timone? – attuando un approccio ‘dal basso’, lo scopriremo solo tra un po’ di tempo.