Una serata trascorsa insieme al fratello e agli amici in via Aniello Falcone, la misteriosa scomparsa e il macabro ritrovamento avvenuto 13 ore dopo. Si chiamava Guglielmo Celestino il ragazzo di 19 anni trovato morto nel primo pomeriggio di venerdì 7 febbraio in un parco privato da cui si accede da via Falcone, una delle strade più frequentate dalla movida napoletana. Sarebbe precipitato da una ringhiera alta poco più di un metro che costeggia la discesa che dà accesso alle abitazioni. Un volo di circa cinque metri che non gli ha lasciato scampo.

IL GIALLO – Guglielmo, che tra pochi giorni avrebbe compiuto 20 anni, era figlio di una famiglia di professionisti (il papà è un avvocato) residente in via Caravaggio. Le sue ultime ore di vita sono avvolte dal mistero. Dalla scomparsa al ritrovamento del suo cadavere è passata mezza giornata. Un arco di tempo sul quale sono a lavoro i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli che in queste ore stanno ricostruendo, attraverso le testimonianze delle persone che errano con il 19enne giovedì sera e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in via Falcone, il vuoto di 13 ore.

IL VUOTO DI 13 ORE – Guglielmo era stato in un localino della zona fino alle due di notte, quando sia il fratello che gli amici l’hanno perso di vista. Sarebbe uscito da solo all’esterno del locale, incamminandosi e facendo perdere poco dopo le sue tracce. L’allarme è scattato subito. Stesso i suoi coetanei hanno segnalato l’allontanamento ai genitori e ai carabinieri che hanno avviato le prime verifiche. Intorno alle 15 la drammatica scoperta: a ritrovare il corpo senza vita di Guglielmo è stato suo conoscente. Il cadavere era in un’area verde a poca distanza da un ballatoio che dà accesso a diverse abitazioni.

Sul posto la Scientifica ha effettuati i rilievi in attesa dell’arrivo del magistrato di turno che dovrebbe disporre l’esame autoptico per chiarire le cause del decesso così come l’orario. Sul corpo, stando a un primo, superficiale, esame, non ci sarebbero segni di violenza.