Un ragazzo di 15 anni è stato ucciso la scorsa notte a Napoli da un carabiniere di 23 anni libero dal servizio durante un tentativo di rapina. La vittima, Ugo Russo, originaria dei Quartieri Spagnoli (il 10 aprile avrebbe compiuto 16 anni), è deceduta all’ospedale dei Pellegrini dove era arrivato in condizioni disperate trasportato dagli operatori del 118.

Il tentativo di rapina al militare è avvenuto intorno alle due di notte in via Generale Orsini, nel quartiere Santa Lucia, a pochi passi da lungomare napoletano. Il giovane, armato di pistola e con il volto coperto dal casco e dallo scaldacollo, sarebbe stato colpito da più proiettili, tra cui uno alla testa.

Il decesso ha provocato la rabbia di parenti e amici che nel frattempo erano arrivati nel presidio ospedaliero di Montesanto. Si sono vissuti momenti di forte tensione, con il pronto soccorso che è stato letteralmente devastato obbligando il manager dell’Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, a disporne la chiusura momentanea dalle 7.30 di questa mattina.

LA RICOSTRUZIONE – Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 15enne, armato di pistola e con il volto travisato con scaldacollo e casco, giunto in via Generale Orsini con uno scooter guidato da un complice, ha tentato di rapinare l’orologio a un 23enne, che si trovava a bordo della propria auto, in compagnia di una ragazza.

IL MILITARE HA SPARATO 3 VOLTE – La vittima, Carabiniere in servizio in provincia di Bologna, sotto la minaccia dell’arma (poi rivelatasi finta) puntatagli alla tempia, dopo essersi qualificato, ha esploso tre colpi con la pistola d’ordinanza, ferendo il 15enne, che è deceduto poco dopo in ospedale. Le indagini sono in corso, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, con il Pubblico Ministero che è intervenuto sul posto, e affidate ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli.

SPARI FUORI AL COMANDO – Nella notte, mentre in caserma si costituiva un ragazzo di 17 anni definitosi complice del 15enne ucciso dal militare, quattro colpi di pistola sono stati sparati ad altezza d’uomo contro la sede del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli, vicino al passo carraio. Ad agire  due persone a bordo di uno scooter. Lo si apprende da fonti investigative. Sul posto è intervenuta anche la polizia.

FERMO PER IL COMPLICE 17ENNE – La Procura per i Minorenni di Napoli, al termine di un’attività istruttoria, ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti del 17enne, ritenuto responsabile del tentativo di rapina ai danni del carabiniere, in cui ha perso la vita il complice 15enne. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Napoli.

CONTROLLI INTENSIFICATI – “Si informa che in seguito al grave episodio di devastazione del pronto soccorso del Presidio Ospedaliero dei  Pellegrini che si è verificato stanotte, il Prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha contattato il Direttore Generale dell ASL Napoli 1 centro, da cui dipende il Presidio  stesso,  e la Direttrice  del pronto soccorso,  esprimendo la  solidarietà sua personale e delle Istituzioni  ai medici, ai pazienti ed al personale del nosocomio ed assicurando a piena collaborazione delle Forze dell’ordine per l’ espletamento di adeguati  servizi di vigilanza, che sono stati immediatamente  disposti. Inoltre, in relazione all’esplosione di colpi d arma da fuoco all’ esterno del Comando provinciale Carabinieri di Napoli, il Prefetto ha disposto l’ intensificazione dei servizi di controllo del territorio e di vigilanza ad obiettivi sensibili”.

I FAMILIARI: “GIUSTIZIA” – “Voglio giustizia per mio figlio. Lavorava, era un bravo ragazzo. E me lo hanno ammazzato. Qualunque cosa stesse facendo, non vale una vita umana”. È lo sfogo a Repubblica di Vincenzo Russo, il padre del ragazzino ucciso dal carabiniere libero dal servizio. La famiglia di Ugo è assistita dall’avvocato Antonio Mormile.

IL MANAGER DELL’ASL – “Questa notte, dopo il decesso di un sedicenne arrivato in pronto soccorso con ferita da arma da fuoco, il pronto soccorso del presidio ospedaliero dei Pellegrini è stato devastato dai familiari e amici del ragazzo. Un fatto gravissimo per il quale esprimo solidarietà a tutti i nostri dipendenti che ancora una volta sono stati vittime di insulti e minacce, e ancora una volta hanno continuato, nonostante tutto, a prestare assistenza ai pazienti“. A stigmatizzare con forza quanto avvenuto nel corso della notte è il direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva, che durante il sopralluogo all’ospedale della Pignasecca ha constatato gli ingenti danni ad arredi e attrezzature e l’assenza di condizioni igienico-sanitarie conseguenziale ai fatti accaduti.

LA NOTA DELL’ASL – Con riferimento a quanto in oggetto questa notte, a seguito del decesso di un giovane ferito da arma da fuoco (U.R., 10.04.2004) il PS del P.O. dei Pellegrini è stato devastato dalla rabbia dei parenti; nel corso del sopralluogo eseguito alle ore 7,00, constatato danni ad arredi e attrezzature nonché l’assenza delle condizioni igienico-sanitarie tali da non permettere lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori, alle ore 7,30 abbiamo dichiarato la sospensione del servizio di Pronto Soccorso P.O. dei Pellegrini.
A seguito di tale “sospensione” è iniziato il trasferimento di n°8 pazienti presenti al Pronto Soccorso nei reparti dello stesso presidio ospedaliero ovvero – con ausilio del Servizio 118 – in altri ospedali cittadini.
Sono già iniziate le attività necessarie a ripristinare quanto prima possibile l’attività di Pronto Soccorso tenuto conto dell’importanza che tale Presidio Ospedaliero riveste nell’ambito della rete cittadina.
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà e la nostra vicinanza a tutti gli operatori sanitari che, questa notte, hanno subito aggressioni fisiche e insulti e che, nonostante tutto, hanno continuato a garantire l’assistenza ai pazienti”.