Un articolato lavoro di ricerca a partire da alcuni aspetti della figura di Pulcinella, centrati sul problema della maschera, della diversità e della metamorfosi: ecco il filo conduttore di Pulcinella//XXI, azione mimico-musicale che il Museo di Capodimonte ha commissionato alla compositrice Rosalba Quindici nell’ambito della mostra “Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica”, in programma fino al 20 giugno.  Lo spettacolo andrà in scena venerdì 7 febbraio alle 17 e alle 18 all’interno della struttura, recentemente inserita nella classifica di quelle con sede in Campania in assoluto più visitate in Italia.

Superando gli stereotipi con cui troppo spesso si è mortificata la ricchezza antropologica di Pulcinella, Quindici si è soffermata a indagare e a rappresentare la maschera napoletana come espressione idealtipica dell’alterità: una figura eversiva, che introduce elementi di disordine in una società che si auto-rappresenta ordinata, inducendone un capovolgimento a cui può partecipare la maschera stessa. Sul piano formale il lavoro si sviluppa in tre pannelli mimico-musicali, basati sulla stretta interazione tra musicisti e danzatrice in un gioco di azione-reazione metamorfica dei gesti musicali e delle forme coreografiche.

Un gioco sottolineato anche dalla scelta compositiva di creare un corto circuito tra il linguaggio sperimentale della musica colta contemporanea e il tributo al Settecento musicale napoletano. La musica è eseguita dall’Ensemble Dissonanzen (Tommaso Rossi ai flauti, Manuela Albano al violoncello, Ciro Longobardi al piano); la danzatrice è Rossella Petruzziello. L’idea risponde perfettamente alla strategia generale adottata dal direttore Sylvain Bellenger: una politica di costante e progressiva apertura del museo che punta alla valorizzazione del patrimonio anche attraverso eventi capaci di coinvolgere altre forme d’arte, come la musica e la danza. Evidenti i risultati di questa strategia.

Per la prima volta, infatti, il Museo di Capodimonte è stato inserito nella classifica, stilata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. A certificare la crescita sono i dati diffusi dal dicastero guidato da Dario Franceschini: il Museo di Capodimonte ha visto crescere del 34,2% i visitatori e, con quasi 253mila ingressi, ha scalato ben quattro posizioni in classifica entrando nel club dei 30 musei più visitati nel 2019. Numeri che, oltre a incoronare Capodimonte come una delle principali eccellenze di Napoli, testimoniano il crescente interesse del pubblico per le proposte culturali in città così come nel resto della Campania.