Ogni dettaglio è al suo posto, come se non potesse avere una collocazione diversa da quella che gli hanno dato le mani pazienti e appassionate che l’hanno allestito. E quel presepe, grande anche più di due metri per due e che occupa un angolo d’onore nel salotto di casa, è la soddisfazione di chi lo ha realizzato con lavoro certosino, giorno dopo giorno, anno dopo anno, e di chi ha la fortuna di ammirarlo. C’è la grotta con la natività, ci sono i pastori con i vestiti di lana e seta, ci sono le fontane con l’acqua che scorrendo dolcemente accompagna lo sguardo su quel piccolo mondo. Ci sono le lucine, le insegne dipinte a mano, i mattoncini per ricreare le pareti delle case, incollati di notte con gli occhi stanchi che durante il giorno avevano studiato atti giudiziari indagando sui casi più controversi della nostra storia. Di chi parliamo? Di Carlo Alemi, magistrato oggi in pensione, già presidente del Tribunale di Napoli e autore, tra le altre, delle inchieste su Br e caso Cirillo. La sua passione per il presepe è ora un impegno: Alemi è presidente del Comitato tecnico-scientifico del Museo permanente del presepe che seleziona opere provenienti da tutto il mondo.