Justina, Rachel, Zainab e Rhoda sono 4 sarte migranti, richiedenti asilo e rifugiate,  provenienti dalla Nigeria e dalla Costa D’Avorio che, insieme a Syll e Blessed, anche loro sarti titolari di protezione internazionale provenienti il primo dal Senegal ed il secondo dalla Nigeria, hanno deciso come volontari, di dedicare le loro competenze sartoriali alla produzione di mascherine in materiale TNT sterilizzato da distribuire gratuitamente ad enti, associazioni e privati presenti sul territorio di Napoli che ne hanno più bisogno.

Un’iniziativa di grande valore sociale, portata avanti dai più deboli per i più deboli, che cerca di dare un piccolo sostegno alla comunità, in un periodo di emergenza come
questo che stiamo vivendo con la diffusione del COVID_19, alle prese con carenze di materiale sanitario, aggravarsi di situazioni di disagio e di marginalità e l’emergere di
vulnerabilità tanto diverse tra loro quanto profonde. Le sarte e i sarti protagonisti di questa iniziativa sono seguiti da LESS Cooperativa sociale e dall’Associazione inclusione Alternativa nel loro percorso di inserimento ed inclusione sociale e professionale. Syll è accolto nel progetto IARA – SPRAR/SIPROIMI del Comune di Napoli – gestito da LESS; Zainab e Rhoda invece vivono a Procida, beneficiarie del progetto AIDA – Accoglienza Isola di Arturo – SPRAR/SIPROIMI del Comune di Procida, gestito sempre dalla cooperativa partenopea.

Blessed, Justina e Rachel fanno, invece, parte del team sartoriale del progetto #Nakupenda, portato avanti dall’Associazione Inclusione Alternativa – progetto di
sartoria sociale con il duplice obiettivo dell’ l’inserimento lavorativo dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, e dello sviluppo di un processo di economia
circolare legato al mondo del riuso e del riciclo di abiti dismessi. Insieme all’Associazione ARTUR, che a Napoli porta avanti iniziative e progetti per combattere contro il rischio di esclusione sociale e l’emarginazione, LESS e Inclusione Alternativa hanno deciso di sostenere i 6 sarti nella realizzazione di questa iniziativa che testimonia come la partecipazione unitaria e la condivisione dei valori della solidarietà e dell’integrazione possano costituire ponti sociali per una comunità più forte, inclusiva e accogliente.

“Per me questa è un buona idea, perché non tutti hanno la possibilità e i mezzi per poter comprare le mascherine e proteggersi dal virus. Spero che così posso dare un
aiuto a chi è più bisognoso “ – così Rachel parla dell’iniziativa che ha intrapreso insieme alle sue compagne e ai suoi compagni di viaggio tra cui Syll che dice: “ sono
contento di mettere a disposizione ciò che so fare in maniera volontaria per chi è più in difficoltà”. I ragazzi e le ragazze coinvolti hanno iniziato a produrre le prime mascherine con grande entusiasmo, fieri di essere utili a chi, come loro, è più fragile. “Continueremo a sostenere questa iniziativa tenendo presente che in questo momento difficile e di emergenza globale dedicare il nostro impegno sociale allo sviluppo di interventi come questo, dedicati alla comunità ed in particolare ai più deboli, costituisce un contributo ancor più necessario di fronte all’emergere di profondi disagi e difficoltà”, spiega Daniela Fiore, Presidente di LESS Cooperativa Sociale.

“In questo periodo stiamo riscoprendo molti valori tra cui la solidarietà che viene anche dalle comunità straniere, questo non dovremo mai dimenticarlo” aggiunge
Paolo De Martino Presidente di Inclusione Alternativa. Conclude Marialuisa Iavarone, presidente dell’associazione ARTUR: “ L’ Associazione Artur è orgogliosa di partecipare ad un progetto di economia circolare solidale così vicino a chi ha bisogno e così autenticamente generoso”. Un piccolo contributo e una grande testimonianza di solidarietà e di appartenenza alla stessa umanità.