Tra i commenti del post Facebook in cui l’Anm, ieri mattina, informava di ritardi sulla Linea 1 della metropolitana per «circolazione perturbata» c’è chi racconta di aver avuto un collasso, chi chiede che gli siano rimborsati i soldi spesi per il taxi, e chi ricorda che tutto ciò è avvenuto nella città che di questi tempi, secondo le stime del sindaco, sul tema trasporti sarebbe dovuta essere seconda solo al Giappone.

A quasi un mese dall’incidente alla fermata Piscinola, che coinvolse tre vagoni della metropolitana, la ripresa del servizio sull’intera tratta della Linea appare un’impresa insormontabile per l’Anm. Se sabato scorso, il giorno in cui era stato annunciato il ripristino del servizio da Piscinola a Garibaldi, dopo appena un’ora di circolazione quattro stazioni sono state chiuse, ieri mattina è andata anche peggio.

Alle 8.20 un vagone pieno di pendolari è rimasto bloccato per un guasto tra le stazioni di Montedonzelli e Medaglie d’Oro. Uno stop durato una decina di minuti, al buio e con uno scarso ricircolo dell’aria tanto che sono stati registrati diversi malori tra i passeggeri e si è proceduto all’apertura delle porte d’emergenza. Una volta ripartito, il convoglio si è fermato alla stazione di Medaglie d’oro dove i passeggeri sono stati fatti scendere in attesa che arrivasse un altro treno. Nel frattempo però, parte del traffico si era riversato sulla funicolare centrale facendo registrare un sovraffollamento della linea. A provocare lo stop della circolazione, come comunicato dalla stessa Anm, è stato un guasto al pantografo, il dispositivo fissato sul tetto dei convogli che, collegato alle linee dell’alta tensione, diffonde l’energia elettrica ai vagoni.

Ma i problemi alla metro non sono gli unici a impensierire l’Azienda di mobilità napoletana. Pochi giorni fa, infatti, subito dopo l’inaugurazione in pompa magna per la ripresa del servizio tramviario da via Marina a Poggioreale, si sono già registrati i primi disservizi. Ad appena due giorni dal varo di venerdì 31 gennaio, domenica scorsa il servizio si è prima ridotto del 50%, con due soli tram in funzione su quattro, e poi a un terzo con un unico vagone circolante in città. Intanto però, in un lunedì nero per i trasporti, un barlume di speranza, seppure futuribile, molto futuribile, c’è. A Bruxelles è stato presentato lo stato di avanzamento dei lavori della Linea 6 della metropolitana.

Giuseppe Molisso, project director di Hitachi, concessionaria della linea, ha spiegato che «entro il 2020 saremo in condizione e di eseguire prove e verifiche funzionali previste per l’omologazione al pubblico esercizio». Successivamente, spiega Molisso, per l’inizio del 2021 ci saranno lo svolgimento di pre-esercizio, di competenza del gestore, e, in seguito, l’attivazione e l’apertura al pubblico. Per la stazione Chiaia, sono state ultimate le opere strutturali e sono in corso le finiture; per Arco Mirelli, le finiture sono in fase di ultimazione assieme agli impianti elettromeccanici e l’allestimento delle banchine di stazione; completa la stazione di San Pasquale, mentre per quella di Municipio, nodo di interscambio con la Linea 1, è in avanzato stato di realizzazione il pozzo, e in via di completamento le strutture della stazione e relativi impianti tecnologici. In ogni caso, l’ultima deadline data dal sindaco de Magistris, metà 2020, sarà ampiamente superate.