In tempi di corona virus anche l’industria congressuale è chiamata a riconvertirsi, momentaneamente, non potendo svolgere normalmente la propria attività per rispettare le normative anticontagio. Nasce così una nuova formula di convegni che “traduce” in una modalità organizzativa “senza assembramenti” non solo la normale diffusione on line degli interventi dei relatori, ma tutte quante le attività di un vero e proprio convegno, sia dal punto di vista degli organizzatori che dei partecipanti.

A presentare al Riformista questa tipologia di congressi, unica possibile ai tempi del Covid19, è Massimiliano Santoli, imprenditore che in passato ha presieduto il gruppo Giovani di Confindustria Caserta e che assieme al socio Manfredi Paterniti guida Studioesse, società che da oltre dieci anni cura e organizza alcuni tra i più importanti congressi ed eventi nazionali soprattutto per il mondo confindustriale, gli ordini professionali (in particolare gli Ingegneri) e il settore medico: “Nelle ultime due settimane, assieme ai nostri dipendenti, tutti rigorosamente in smart working, abbiamo sviluppato una nuova formula congressuale, il ‘Meeting senza Frontiere’. Il processo è semplice, perché partiamo dall’idea che non può esserci riconversione se non si parte dall’esperienza accumulata negli anni. Abbiamo dunque riprogettato l’intera organizzazione di un convegno adattandola al digitale, dalla segreteria organizzativa all’evento vero e proprio, fino allo svolgimento delle attività post convegno. Una graduale riconversione della prima parte di attività è già avvenuta da tempo: basti pensare che una quindicina di anni fa mandavamo letteralmente migliaia di inviti via posta ricevendo le adesioni via fax. Questo processo è ormai da anni interamente telematico, e noi lo abbiamo ulteriormente adattato alla nostra struttura che lavora da tempo in smart working, con una condivisione di dati e di intenti pressoché istantanea. Anche la parte vera e propria del convegno non è tanto cambiata – continua Santoli – perché eravamo già abituati a una regia molto spinta e tecnologica, e quello che vedrà l’utente sulla piattaforma online è pressoché identico a quello che avrebbe visto su un grande schermo dal vivo. La differenza sta nel fatto che la regia non è fisicamente in sala ma viene strutturata in 5 ‘uffici’ diversi, con me e il mio socio a fare da coordinatori e i relatori sparsi nel mondo. Diventa possibile seguire i congressi seduti comodamente in salotto, registrandosi on line, scaricando materiali informativi al momento opportuno, ponendo domande e collegandosi con chi in altre parti del mondo sta partecipando allo stesso evento. E’ vero che a distanza – conclude Santoli – il fattore aggregativo fisico viene a mancare e può esserci minore empatia generale, ma restano forti e immutate la disponibilità di tempo, l’attenzione e la voglia di condivisione. Noi abbiamo semplicemente fatto in modo che tutto questo potesse essere fruito nel miglior modo possibile”.

Il primo appuntamento, in diretta su Facebook live e Zoom, è in programma lunedi 6 aprile (ore 16) con un seminario promosso da IEF – forum italiano dell’export, sul tema del made in Italy nel mondo: vecchi mercati e nuovi scenari.