Il pronto soccorso dell’Ospedale San Paolo sarà chiuso dalle 12 alle 18 per consentire la sanificazione degli ambienti. Lo comunica in una nota ufficiale l’Asl Napoli 1. La nota è in riferimento al caso del paziente classe 1973 risultato positivo ai test al Cotugno. L’ospedale San Paolo ha comunicato che “un medico che intervenuto per assistere il paziente nel pomeriggio di ieri (5 marzo, ndr) in ‘tenda di isolamento’ non ha indossato i DPI (dispositivi appositi di protezione contro il contagio, ndr)”.

Il medico di turno alla tensostruttura costruita all’esterno del pronto soccorso del San Paolo, una volta chiamato per operare nella struttura esterna, non ha indossato tutti i dispositivi previsti tra cui una tuta e la maschera apposita e ha visitato il paziente incurante delle norme. “Nonostante fossero disponibili, il medico non ha indossato i DPI – continua la nota  dell’ASL – si evidenzia che altri operatori hanno operato indossando regolarmente i DPI. Il medico successivamente ha completato il suo turno di lavoro nel pronto soccorso”. Per questo motivo l’ASL è stata costretta a chiudere il presidio, uno dei più frequentati ospedali della città,  per la sanificazione di tutti gli ambienti e le apparecchiature. Una chiusura straordinaria e imprevista che ha creato un danno alla cittadinanza non indifferente. Infatti il medico è stato “collocato d’ufficio in quarantena domiciliare”, fatto che determina l’assenza di uno specialista sul campo e quindi disagi anche al Pronto Soccorso.

Non solo: l’ASL è stata costretta a trasferire tutti i pazienti del pronto soccorso negli altri reparti dell’Ospedale e in altre strutture della città. Così le ambulanze del 118 hanno dovuto procedere con i delicati spostamenti in sicurezza. Una distrazione o un’irresponsabilità da parte del medico che ha creato non pochi disagi. “Per indossare in sicurezza tutti i DPI bisogna perdere almeno 15 minuti – ha raccontato al Riformista un medico – Tra tuta, copri scarpe, mascherine o occhiali si perde tempo ma è un’operazione necessaria per preservare la salute del medico, dei pazienti e di tutta la comunità. È nostro dovere essere molto attenti a queste disposizioni per evitare e fermare in maniera efficacie la catena di contagi in atto”.

Il comportamento del medico è molto grave perchè vanifica tutte le buone pratiche messe in atto dall’amministrazione dell’ospedale e dell’ASL, nonchè le normative dell’ISS e del Governo che stanno limitando la libertà e la quotidianità per contenere il contagio. Un medico ha la massima responsabilità nel contribuire al limitare i contagi nel rispetto di tutte le norme. Ha inoltre a disposizione tutti gli strumenti e la conoscenza per essere in prima linea. Nonostante tutto la disattenzione è stata fatale. In temi di emergenza non rispettare i protocolli non è ammissibile per cui sono scattate tutte le misure straordinarie.