“Mi sarebbe piaciuto affrontare Messi, anche se è arrivato al San Paolo quando ormai il San Paolo è in decadenza. Messi non ha vissuto quello che ho vissuto io, questo è il mio vantaggio rispetto a Leo, ma può giocare tranquillamente a Napoli. Non sarebbe in grado di fare le cose che ho fatto io (ride, ndr), ma vorrei che i napoletani avessero un Messi». Se non è una benedizione poco ci manca. Da Diego a Leo, nel nome del pallone. Ha parlato così Diego Armando Maradona in mixed zone, al termine della partita che il ‘suo’ Gimnasia La Plata ha disputato in Coppa d’Argentina. L’ex “Pibe de Oro”, che ha avuto alle proprie dipendenze Messi quando guidava la Nazionale argentina ai Mondiali in Sudafrica nel 2010, ha parlato dopo la prova dell’asso del Barcellona in Champions in quello che un tempo fu il suo tempio: lo stadio San Paolo.

Prima della sfida i napoletani in coro hanno accolto l’ingresso in campo di Leo Messi con i cori «Un Maradona, c’è solo un Maradona». E poi: «Olè olè olè, Diego Diego». Da brivido per tutti, tranne che per Messi, che impassibile a testa bassa ha tentato di mantenere alta la concentrazione in vista del match. Dal momento del suo arrivo a Napoli è stato accolto calorosamente. Centinaia i tifosi all’esterno dell’hotel in Via Medina dove ha alloggiato la squadra. Nel tragitto fino a Fuorigrotta centinaia di scooter hanno accompagnato il bus del Barça fino all’arrivo allo stadio. E tantissimi erano lungo le strade, a realizzare video e foto del passaggio. Poi, una volta in campo, è diventato inevitabilmente avversario, mai nemico. Anche quando è franato in scivolata sul portiere del Napoli, Ospina. Resta comunque un campione. Messi è stato completamente annullato dal gioco del Napoli. Linee di passaggio strette che non hanno consentito al talento argentino di poter esprimere le sue doti. Messi per due giorni ha ricevuto calore ed ha fatto rivivere una forte emozione.

È vero, come dice Diego, che Leo non sarebbe in grado di fare ciò che ha fatto lui. Sono due campioni che hanno giocato in epoche differenti con un calcio diverso anche tatticamente. Cosa da non poco conto. Ora gli allenatori si affrontano conoscendo bene le insidie dell’avversario, prima le marcature erano molto asfissianti. Maradona ha risolto le partite da solo. Una giocata di Messi è spesso il terminale di una manovra corale. Tuttavia accorpati nella rapidità. Entrambi fisicamente piccoli ma diversi nel penetrare le difese avversarie: astuto Maradona, tirava fuori l’imponderabile, più lineare Messi nelle sue giocate. Il paragone non finirà mai, lo sa bene Leo, lo comprende Diego. Due argentini le cui strade si sono già incrociate ma che potrebbero tornare a ritrovarsi legati dal destino, di una città, di un club e soprattutto con la benedizione di Dios.